IL NOSTRO TACCUINO DI VIAGGIO!
ovvero la prima trasferta salsera al Mitho di Torino
Articolo di Paola



" Ore 20.00 di Sabato 11 Febbraio 2006.
Piazza della vittoria, un freddo caino e molta frenesia al pensiero della bella serata che ci aspettava... Il tutto, misto naturalmente ad una giusta dose di ansia perchè i dettagli preparati con cura nel corso di queste ultime due settimane collimassero alla perfezione come da programma.

Incredibile ma vero, i nostri salseri del sabato sera si sono presentati TUTTI all'ora richiesta con una precisione svizzera, cosa che ci ha impedito, con eterno ringraziamento, di morire assiderati.

Una volta partiti, ci siamo subito resi conto che il viaggio sarebbe stato estremamente leggero, grazie ad alcuni nostri personaggi che hanno impunemente tenuto banco, chi con barzellette impossibili, chi con richieste assurde, chi ancora facendo un casino terrificante.

Il nostro autista Antonio, che sicuramente aveva vissuto benissimo sino a quel momento senza la musica latino americana, ha stoicamente sopportato due ore e mezzo di salsa e bachata, e solo la sua estrema professionalità gli ha impedito di buttarsi giù dal finestrino quando ho avuto l'idea di inserire nel lettore DVD una bella carrellata dei campionati italiani di Rueda 2005.
Di sicuro, quando ha svoltato per la sosta prevista in autogrill, ha seriamente pensato di lasciarci tutti lì, e tornarsene ai suoi studi di Antropologia.
Bontà sua non l'ha fatto e il gruppo ha potuto godersi in pace qualche panino, rischiando peraltro di soffocare quando il nostro Giovanni, soprannominato Gambetta per la sua tendenza a marcare il tempo a mo' di ballerina di Can Can, ha ritenuto opportuno impersonificare Star Trek e altri indecifrabili personaggi utilizzando le parrucche in vendita negli autogrill per carnevale. Certe azioni non possono essere impunite e per questo alla sezione foto troverete presto le prove dello show, cosa che sicuramente gli costerà il suo tranquillo posto di assicuratore.

Il nostro viaggio è proseguito poi tra una canzone e l'altra, tra lo stupore contenuto di alcuni passeggeri più seri e occhiate furtive delle salsere presenti al fondo schiena del nostro bonazzo Roberto (che sono certa mi ringrazierà infinitamente per questo), sul quale avevo già caldamente richiamato l'attenzione poco prima.

Arrivati al Mitho ci siamo trovati di fronte ad un mega edificio che noi liguri conosciamo purtroppo solo sotto forma di centro commerciale, e già lo staff della discoteca era fuori ad accoglierci.
Se non avessi avuto il timore di essere scambiata per una giapponese in vacanza, mi sarei deliziata a fotografare le espressioni dei partecipanti quando ci siamo ritrovati all'interno del locale.... uno sguardo non bastava per cogliere tutto l'insieme!

Una pista immensa, con un pavimento ideale per ballare, una seria infinita di Bar, un palco per l'animazione degno di un teatro, piani sotto, piani sopra, palchetti di qua, rialzi di là, sala riservata alla bachata, gente bellissima..... un delirio.

Il nostro gruppo ha preso possesso dei tavoli a noi riservati, sui quali ben presto sono apparse ottime bottiglie con le quali abbiamo potuto brindare tutti assieme alla felice riuscita della serata.

Da quel momento in avanti abbiamo tragicamente perso il controllo della situazione: gente che ballava qua e là, qualcuno continuava a girare per la sala incredulo, Roberto sembrava un bambino davanti ad un negozio di caramelle,la Marghe si è fiondata nella zona dove l'occhio esperto aveva già individuato i migliori ballerini di portoricana, Giovanni che ad ogni giro sgambettava con un' animatrice diversa....

Per non parlare della musica!
Quattro ore consecutive di musica bellissima, con una scelta varia ma di qualità...
Ragazzi.... è stato magnifico!

Le ore sono volate, davvero, e alla fine abbiamo praticamente raccolto col cucchiaino i nostri salseri che stremati, deliravano :"quando torniamo? perchè torniamo, vero?"
Effetti collaterali della salsa...

Il rientro a casa è stato velocissimo, eravamo tutti così stanchi che nell'arco di 10 minuti è calato un silenzio di tomba e la gente è sprofondata nel sonno profondo.

Giovanni a parte, naturalmente.
Lui ha continuato a deliziarci con la sua vocetta per tutto il viaggio di rientro.
Il mio debole tentativo di proporre una sosta per la colazione non ha prodotto nessun risultato, ed in men che non si dica eravamo di nuovo in Piazza della Vittoria, alle 06.00 di un'alba genovese che ha visto 54 zombie arrancare, distrutti, verso le proprie auto .

A parte gli scherzi e le battute, è stato bello e gratificante farci promotori di un'iniziativa che ha permesso a tanta gente di uscire per una sera dai confini della nostra amata Genova, che spesso purtroppo non riesce a stare al passo con altre realtà italiane.

Ci auguriamo che il nostro sforzo abbia lasciato in tutti i partecipanti buone emozioni e la voglia di uscire ancora dal guscio per vedere, provare , ampliare le proprie conoscenze."

Un abbraccio forte a tutti i salseri da me e da tutto lo staff della Isla Latina.

A presto
Paola

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IL NOSTRO TACCUINO DI VIAGGIO!
ovvero la seconda trasferta salsera al Luna Rossa di Milano
Articolo di Paola




" Eccoci rientrati da un altro dei nostri pellegrinaggi nelle varie discoteche latine italiane.
Il nostro agguerrito gruppo si è presentato con stoica puntualità all'appuntamento in Piazza della Vittoria e si è subito partiti, pieni di belle speranze, alla volta si Concorrezzo, destinazione Luna Rossa.
L'atmosfera era quella da gruppo di giovani marmotte alle prese con una nuova missione del Gran Mogol.

Alcuni sono partiti col coltello in mezzo ai denti, pronti ad affrontare qualsiasi prova danzereccia,altri tremavano già all'idea dei mostri sacri della Madunina che avrebbero potuto incontrare,
altri ancora desideravano VEDERE dal vivo questa "Milan l'è un gran Milan" salsera di cui sentiamo tutti parlare...

Com'era da immaginare, l' autista della volta scorsa ci ha miseramente abbandonato. Non credo avrebbe potuto resistere ad altre due ore e mezza A/R di Salsa e bachata, in mezzo a 50 assatanati che urlano "alza, alza", "abbassa, abbassa", "cambia, cambia"... ha avuto un improvviso impegno non previsto nel Madagascar, che lo ha con enorme dispiacere costretto a mandarci un suo sostituto, Damiano.

Il nuovo autista, evidentemente ben istruito da quello precedente, ci ha sconvolto con la sua placida rassegnazione di fronte a tutte le nostre richieste.
Nemmeno le interminabili canzoni salsere parevano toccarlo, e siamo rimasti davvero impressionati dalla sua calma e tranquillità prima di renderci conto che, sin dalla partenza , ha tenuto non uno ma DUE auricolari che irradiavano musica tibetana, cosa che gli ha consentito di isolarsi completamente dal nostro mondo e di addormentarsi come un ceppo appena arrivati al Luna Rossa.

Sulla scelta dell'autogrill siamo stati decisamente più fortunati della volta precedente, non avendo noi mezze misure siamo passati dal ristoro di Barbie e Ken ad uno sconfinato mondo a due piani, e solo un miracolo ci ha consentito di ritrovarci tutti.
Anche perchè la fame è brutta, ne sa qualcosa il personale dell'autogrill che ha visto entrare improvvisamente il nostro gruppo vacanze che ha letteralmente assalito il banco panini.
O il panino, o la vita.

Non è mancato un attimo di panico per l'improvvisa rottura del satellitare del pullman, grazie al quale siamo usciti una ventina di kilometri più in là, ma qui è venuta davvero fuori tutta la verve dei salseri, che in ogni situazione sfoderano mezzi imprevisti.
Infatti il nostro Vince, conosciuto da tutto il pubblico femminile per la sua avvenenza , ci ha sbalordito con competenze tecniche inaspettate, e ha subito preso in mano la situazione risolvendo il problema.
Tiè.
Alla faccia di chi dice che i belli sono sono solo belli.

Peraltro, il Giovanni, che la volta scorsa aveva magistralmente tenuto banco con una serie di gag irresistibili,ha definitivamente consolidato il suo possesso del microfono di bordo, spodestandomi totalmente.
I suoi interventi sono stati seguitissimi ed applauditissimi... mi ha fatto le scarpe!!
Anche lui!!
Ma allora è un vizio...

E, con mio sommo dispiacere, non abbiamo nemmeno potuto tirare in mezzo Il belloccio Roberto (anche soprannominato chiappe d'oro), che essendo tornato due ore prima da una faticosissima settimana bianca, ha trascorso tutto il viaggio d'andata con un 'espressione sul viso tipo " dove sono?... ma.. ci sono ?".
L'apice dello stordimento è stato raggiunto quando Paolo, il nostro medico condotto,si è lanciato con l'aiuto di Daniele in una nuova edizione della clip "ITALIA... UNO!".
Tutti i passeggeri sono stati coinvolti in questo bello spettacolo, ad ognuno è stata assegnata la sua parte con relativa tempistica e abbiamo passato mezz'ora buona in vari tentativi di "ITALIA!... e gli altri "UNO!, con me che non capivo mai quando dovevo fare cosa. Mah,
speriamo che a Italia uno comprendano la situazione...

Alle 23.15 siamo arrivati di fronte al Luna Rossa: La porticina del locale ci ha subito un po' perplesso, confrontata com'era naturale con la mastodontica entrata del Mitho.
Dentro, il locale è come da fotografie. Ampio , una gran bella pista e arredamento gradevole. Quello che subito ci ha colpito, facendo schizzare a mille l'adrenalina del buon Marco (che fino ad allora non aveva spiciccato parola, come suo costume), è stato l'alto livello dei ballerini in pista.
Da quel momento Marco, terminata una salsa , individuava il bersaglio successivo con paranoica precisione, vi si dirigeva già ballando, e sorprendeva la ballerina di turno senza nemmeno farle il tempo di dire " si , grazie, ballo volentieri".

La Marghe ha quasi avuto un travaso di bile perchè, bisogna dirlo, la gente presente nel locale era un tantino chiusa (d'altronde milan l'è un gran milan) e faceva un po' fatica ad invitare gli "stranieri".

I ballerini sono una strana razza,ed alcuni in particolare: esaminano da bordo pista le possibili prede, e le invitano SOLO DOPO LA MATEMATICA CERTEZZA che esse siano in grado di seguire le loro evoluzioni e di far fare loro una bella figura, il che dal mio punto di vista è un po' triste, perchè il ballo di coppia dovrebbe essere un modo per condividere cinque minuti di armonia e di divertimento, non necessariamente deve essere sempre una costante esibizione.

Quello che è spiaciuto ai veterani presenti tra noi è stato il fatto che l'unico stile seguito nel locale è il los angeles style: no new york, no portoricana, no cubano,il che ha limitato parecchio le possibilità di conoscere gente al di fuori del gruppo;
Tanto per rendere un'idea: Ho fatto un giro della pista per osservare chi ballava, e sono passata vicino ad una coppia nella quale lui stava facendo gira vorticosamente lei; ho proseguito perchè i "giri giri giri" mi annoiano parecchio, dopo cinque minuti mi sono voltata a guardarli nella speranza che avessero cambiato.... LEI STAVA ANCORA GIRANDO!! Allucinante.

Chi balla da poco, invece, non ha registrato questo particolare, si è semplicemente goduta il locale e la bella musica, beati loro!

Personalmente ho ballato con gente brava e con alcuni che mi hanno sbattuto qua e là a mo' di pelle d'orso.... ma in generale il bollettino di guerra riporta questo: se si va in gruppo e si balla tra di noi, ok, benissimo (ma questo lo puoi fare anche casa); se vai per ballare con altre persone, non consiglierei di nuovo il Luna Rossa.

Una Menzione a parte va fatta per la musica: veramente bella, tanto latin jazz, molti pezzi nuovi, grande scelta e varietà.

Un pensiero per chiudere questa seconda tappa della nostra avventura:
L'idea delle trasferte nasce dal desiderio di osservare, assaporare e provare ciò che sta fuori dal nostro ambiente.

In questo contesto il proverbio "paese che vai, usanza che trovi" calza a pennello; in ogni posto dove andiamo troviamo locali, stili di ballo e usanze e costumi diversi tra loro, che sicuramente riflettono anche il carattere della regione di appartenenza ed i relativi usi e comportamenti.

Da questa esperienza ho dedotto che non siamo noi liguri gli unici ad essere universalmente chiusi, e sempre di più si rafforza in me la convinzione che è l'ambiente a creare il locale.

Al Mitho di Torino abbiamo trovato ballerini d'eccezione che facevano ballare chiunque, una varietà di stili per tutti i gusti, per non parlare della bellezza in se del locale, che non ha paragoni.

Del Luna Rossa abbiamo apprezzato la buona musica e la gradevolezza del locale, anche se è mancato un certo coinvolgimento da parte degli animatori e della gente presente in sala.

E' stata comunque una bella esperienza, ci siamo divertiti e stiamo già pensando a dove andare per la prossima trasferta che si terrà verso metà Aprile.

Per il momento, sul nostro diario di bordo scriviamo: Torino batte Milano 1 a 0.

Un abbraccio forte a tutti i salseri da me e da tutto lo staff della Isla Latina.

A presto
Paola

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Ma gli animatori... animano?
Articolo di Paola




Quando ho cominciato l'avventura delle serate ero totalmente inesperta e molto, troppo ingenua su come giravano le cose in questo ambiente; ma su di una cosa avevo le idee molto chiare : la scelta di chi fa animazione all'interno di una serata latina.

Le mie convinzioni sono andate rafforzandosi mano a mano che le serate proseguivano e ad oggi sono sempre più convinta che la buona animazione sia una elemento importante per la riuscita di una serata.
Alcuni sostengono che l'animatore è colui che anima, intendendo che non sia necessario essere dei gran ballerini per coinvolgere le persone e farle divertire.
Questo può essere vero, a mio parere , solo in rarissimi casi, cioè quando ci si trova di fronte ad animatori che possiedono caratteristiche umane eccezionali:personalità, simpatia, carisma, energia ecc.

Nella grande maggioranza dei casi, un animatore deve avere delle basi tecniche tali da consentirgli di ballare con chiunque si presenti in serata.
Non è necessario essere dei campioni di uno stile o di un'altro, ma avere delle buone basi e sapere gestire il proprio ballo con tutti, questo si.
Il fatto che in alcune sale si vedano ancora animatori ed animatrici totalmente improvvisati è una cosa che mi riempie di tristezza, e che non contribuisce a fare di noi Liguri un esempio di qualità.

Una delle responsabilità che mi sono presa nell'organizzare serate è quella di formare un buon staff di animazione, persone che ancor prima di essere animatori sono comunque individui che hanno studiato e continuano a studiare salsa per migliorare sempre.

Ecco perchè, nel nostro gruppo, convivono con molto affiatamento gli animatori storici come SANTIAGO, SILVIA, ELEONORA, a fianco di altri che stanno cominciando ora, che ancora non possono essere definiti animatori ma che si stanno impegnando seriamente per intraprendere quest'attività, studiando, crescendo e cercando di imparare quanto più possibile.
Nel mio gruppo, tutti accettano di buon grado le figure che spesso inserisco in animazione (come Miguel el rico, o Armando), per portare nelle serate un elemento in più o per soddisfare quella parte di pubblico che ama qualcosa di specifico.
Per non parlare di quando chiamo in animazione professionisti DOC come SERIOZHA...ogni elemento del gruppo accoglie queste serate come stimolo di crescita, alimentando il desiderio di ognuno di elevarsi qualitativamente. Il desiderio di contribuire ad innalzare il livello di qualità nel ballo a Genova è da me molto sentito.

Per questo organizzo con grande frequenza stages di ogni tipo, nella speranza che di tanti semi gettati, alcuni diano I frutti. Mi piacerebbe che questo mio pensiero arrivasse a tutti coloro che amano davvero la SALSA, a tutti coloro che ballano per passione vera e sanno riconoscere quando si cerca di imbonirli con concetti veramente vuoti. Credo che oggi più che mai il pubblico che frequenta le serate latine sia perfettamente in grado di riconoscere un animatore da un individuo che ha cominciato l'altro ieri.
Se è vero che l'animatore deve animare, bisogna che sia a sua volta animato.... Da tecnica, stile, energia o personalità, sicuramente non vuoto e distante anni luce dal suo ruolo per quella sera.

Il mio pensiero di oggi rappresenta la speranza che la gente non si fermi all'apparenza; che in un momento di grande divulgazione del latino in Liguria come questo che stiamo vivendo, non si vada indietro come I gamberi ma ci si evolva per sperare un giorno di essere al pari di altre realtà italiane.

In questo contesto desidero ringraziare I miei animatori, che oltre ad essere bravi ballerini sono persone umane fantastiche, con le quali si fa davvero gruppo per il raggiungimento di un 'obbiettivo. A loro da parte mia questo piccolo omaggio.

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Un seme che darà frutti: I Giovani e la salsa
Articolo di Paola




Recentemente due miei giovanissimi allievi hanno vinto il primo posto ad una gara di salsa.

Non era una campionato Italiano, nè una competizione di particolare rilevanza; ma non è questo su cui vorrei soffermarmi,bensì prendere spunto da questo piccolo evento, per la mia scuola così importante, per riflettere sull'evoluzione degli usi e costumi della salsa e della sua divulgazione tra la gente negli ultimi tempi.

Sino a qualche anno fa, il latino americano era appannaggio, nel bene e nel male, di un pubblico decisamente adulto, comprendente una fascia d'età sicuramente alta.

Le persone sotto I 30 frequentavano solo le discoteche unz unz e apparentemente il mondo salsero era snobbato dai giovani, che esternamente lo etichettavano come "roba da museo", anche se ho sempre sospettato che in realtà serpeggiasse tra di essi una grande curiosità sull'argomento.

Questo perchè ai suoi esordi, la salsa venne collegata in quanto ballo di coppia al liscio e alle danze latino americane standard; I classici balli insomma, che la mentalità comune associa alle persone più grandi.
E non solo tra la mentalità della gente, ma anche in ambiente garistico la povera salsa dovette aspettare molto tempo prima che qualcuno la guardasse con occhi diversi, le restituisse la sua dignità di danza vera
e propria, e cominciasse a capire che non ci si trovava di fronte al fenomeno dell'estate ma a qualcosa di molto più profondo che scavava le proprie radici nella passionalità, sensualità e tecnica.

Grazie al difficile lavoro operato in questi anni da insegnanti, addetti ai lavori, appassionati del genere, e chi più ne ha più ne metta, oggi si sta finalmente verificando una simpatica inversione di tendenza, che noi tutti mai avremo sperato di vedere.

Che cosa è accaduto?

I figli si sono trovati in casa genitori che improvvisamente parlavano tra loro di salsa, figure , discoteche; allibiti, li hanno sentito dare I numeri: 75, 76, 78;
Ancor più esterrefatti , li hanno visti uscire tutte le sere per andare a ballare e rientrare provando nel salotto il sombrero doble.
Sicuramente all'inizio li hanno giudicati pazzi da legare, e magari se ne sono vergognati un po' con gli amici.
Poi, qualcuno più coraggioso ne ha parlato in compagnia, ed ecco che subito anche gli altri hanno confermato le stravaganze dei propri genitori... E hanno sorriso, perchè la mentalità del branco dice che se lo fanno tutti allora è normale...

I genitori hanno cominciato a chiedere ai propri figli di seguirli una sera in un salsodromo, e chissà quanti rifiuti sdegnosi prima di pronunciare un si "deo grazia"!

Ed ecco che.. Una volta entrati nella discoteca latina, gli stupefatti giovani si sono trovati di fronte ad una marea di gente che si divertiva un sacco, facendo cose
Nemmeno facili, peraltro, ed .. Incredibile ma vero... PARLAVANO! Davvero, questi adulti ballerini si conoscevano tra loro, facevano amicizia, ognuno invitava l'altro a ballare...
Una vera e propria medicina istantanea contro il male che affligge la ns società: LA SOLITUDINE.

Solitudine che I ragazzi spesso conoscono bene, chiusi dentro le discoteche dove la musica è talmente assordante da impedire qualsiasi discorso, dove mille giovani si incrociano ogni sera come su di una passerella senza mai toccarsi, conoscersi, scambiarsi esperienze.
Dove I ragazzi arrivano e sanno già che sarà un'altra serata appoggiati da qualche parte a bere guardando la gente che passa, o provando a muoversi in pista in mezzo alla velina del momento che nn ti degna di uno sguardo, e partono già sconfitti, anche stasera ci rintroniamo e basta, ma chi ce lo fa fare, tanto vale stare zitti, tanto parlare non si può.

Da lì, a fare un paragone con il mondo latino dove, con tutti I suoi limiti e difetti, un ragazzo può conoscere persone, chiacchierare, cominciare piano piano ad apprezzare una musica diversa,con gioia scoprire che altri ragazzi ci vanno, e che è pure bello provare a ballare, lasciarsi prendere dalla passione di imparare, e magari (perchè no!) diventare bravi un giorno......
Il passo è breve.

E con l'entusiasmo che solo I giovani hanno, eccoli buttarsi a cercare una scuola di ballo, improvvisamente entrare nella mentalità di studiare, provare,confrontandosi con altri coetanei in maniera sana ed equilibrata. Bello.
Ecco quello che I tanti giovani che arrivano ai miei corsi dicono: "Bello! Non credevo che fosse così... Travolgente!"
L'orgoglio traspare sulla facce di noi maestri, per essere finalmente arrivati dove forse non speravamo, per avere raggiunto tante piccole isole sperdute.

L'onda di giovani e giovanissimi, per non parlare dei bambini, che sempre di più giorno dopo giorno si avvicina alla salsa è per noi una luce che si accende riempiendoci di una grande speranza per il futuro: che il ns lavoro di questi anni sia servito e serva a costruire il DOMANI, che qualcuno in futuro porti avanti quello che noi con tanto cuore e poche speranze abbiamo cominciato, che negli anni a venire altri come noi prendano la staffetta e si dedichino anima e corpo a trasmettere questa meravigliosa storia che è la salsa, con il passare degli anni sempre più tecnica, acrobatica e spettacolare ma sempre, sempre, SEMPRE con un cuore grande così.


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Eddie Torres: Un'Artista, un Uomo.
Articolo di Paola




Eddie ,la nostra leggenda vivente.
Quello di cui abbiamo sentito parlare, cantare, scrivere.... il Re del Mambo.
Colui che ha inventato la New York Style, o per dirla con le sue parole il "Nightclub salsa style".
L'uomo che da oltre 40 anni lascia un'impronta indelebile dietro di sè come ballerino , coreografo, Maestro dei Maestri, grazie ad un 'esistenza costellata di successi incredibili.

Talento, genio, arte e determinazione.

Tutto , riunito in una personalità carismatica, un sorriso travolgente ed un cuore enorme.

Questa è l'indimenticabile telecronaca di qualche ora passata con il grande mito chiamato Eddie Torres.

Martedì 18 Aprile insieme ad un gruppo di altri fortunati che, come me, non avrebbero perso quell'istante per nulla al mondo, ho avuto l'onore di poter partecipare ad un suo stage.

Non posso descrivere l'emozione che provavo nell'attesa che Eddie arrivasse...
Speravo con tutto il cuore che vedere da vicino il mito non mi deludesse, bensì realizzasse in pieno tutte le aspettative che sempre accompagnano le leggende metropolitane salsere.

Nella mia vita ho avuto la fortuna ed il privilegio di conoscere e poter ballare con tanti , tantissimi grandi della salsa, ma Eddie ... Lui era al di là dell'oceano, nella Grande Mela che gli impegni non ti consentono di raggiungere con facilità.
Ed ora... incredibile ma vero... Lui sarebbe entrato da quella porta....

Quando Eddie ha fatto il suo ingresso tra noi, ha trovato un gruppo di persone sospese tra la voglia di urlare la propria gioia e la debita compostezza che il rispetto ad un personaggio del suo calibro impone.
In quell'istante di attesa, ho pensato :"E ora.. Cosa farà?... Ci troveremo di fronte ad uno dei tanti Divi della salsa che non ti degnano di uno sguardo, sezionando figure e stili come chirurghi consumati?..."

Beh, quest'uomo, conosciuto come il più famoso insegnante e coreografo di mambo al mondo, che ha avuto come compagno di giochi e di avventure Tito Puente, RIPETO TITO PUENTE, che si è esibito nei più grandi teatri del mondo, ha ballato per il presidente Bush, ha curato musiche e coreografie per la MTV e ha lavorato con stelle della salsa come Machito, Celia Cruz, Ray Barreto, Johnny Pacheco, Mongo Santamaria .....

Quest'uomo ci ha guardato chiedendosi sgomento perchè stavamo fermi e zitti, ha allargato le braccia e ci ha detto:
"Venite, venite qui da me."
Non l'avesse mai fatto! In un nanosecondo eravamo tutti lì, intorno a lui, chi parlava spagnolo, chi inglese, chi bofonchiava in italiano... E lui ci abbracciava, accarezzandoci la testa, Una parola per tutti, un sorriso per ognuno.

Sembrava di essere dentro l'ultima puntata di Beautiful..

Immediatamente la tensione era svanita, lasciando il posto ad un'immensa gioia per poter essere lì, sicuri che quello che avremmo fatto con lui sarebbe stato magnifico e che avremmo potuto chiedere, domandare liberamente, certi di trovare una risposta dal Maestro e dall'Uomo.

E così è stato.

Dopo averci candidamente domandato cosa volevamo fare, e dopo aver sobbalzato di spavento all'unanime boato: "PASITOS!!!", si è lanciato in una splendida lezione, insegnandoci passi, stile ed interpretazioni varie, coadiuvato dalla sua bravissima assistente.
Il tempo è volato, letteralmente.

Dall'alto dei suoi 56 anni ci ha massacrati a dovere, senza un attimo di tregua;
Noi, tenaci, non sentivamo più nulla , nè fatica, nè il caldo africano delle luci sopra di noi,totalmente persi ed affascinati dalla grazia e talento che emanavano da questo omone.

Finito lo stage, generoso come avevamo imparato a conoscerlo, è stato tormentato da tutti con richieste di foto, autografi, domande assurde;
e nonostante fosse sudato marcio,e da lì a poco dovesse cominciare il suo spettacolo, dopo un debole tentativo di rimandare gli scambi di convenevoli a fine serata, ha capitolato di buona grazia, ritardando la tabella di marcia
di almeno un'ora.

Mille particolari apparentemente insignificanti hanno riempito la mia mente, facendomi intravedere dietro il grande artista anche e soprattutto la persona.
Mentre stava firmando per me un volantino, si è reso conto che la penna non scriveva bene.
Mi ha detto: "Aspetta, muneca ("bambola" in spagnolo n.d.r.) ho una cosa che andrà meglio", ed è sparito, per tornare un attimo dopo con un bel pennarello rosso che aveva in camerino....
Capite cosa intendo? Non ha delegato altri, ha fatto lui, prima caratteristica dell'antidivo ....

E quando gli ho detto che per me era un onore ed una gioia immensa essere lì, lui mi ha preso le mani nelle sue, me le ha baciate e mi ha risposto: "Grazie dal profondo del Cuore".

Beh, Vi dirò che immediatamente mi sono venute alla mente le immagini di alcuni bei personaggini che ballano da un annetto o due, che quando entrano nelle discoteche manca poco che si facciano annunciare a suon di tromba, e girano per le sale con l'aria di chi ti sta facendo la grazia di esistere, ergo di illuminare la tua altrimenti inutile esistenza.

Che bello sarebbe se Eddie potesse dare anche qualche lezione di umiltà, insieme alle figure...

Potrei dirvi che il suo spettacolo è stato magnifico, che ci ha sparato in faccia una sequenza di Pasitos talmente lunga da far invidia a qualsiasi manuale;
Che ha ballato con il cuore, per la gioia di essere lì, vivo, con noi, godersi la sua vita in salsa;
che la sua coreografia era bellissima.

Invece preferisco dirvi che ci ha parlato di sè come fa un amico, raccontandoci dei suoi genitori portoricani e della sua infanzia nello Spanish Harlem di New York, dei suoi primi passi salseri a 12 anni col suo compagno Tito Puente;
I racconti di chi c'è stato davvero, di chi ha costruito allora incosapevolmente i primi punti di riferimento dell'universo salsa.

E, per non lasciare indietro l'uomo rispetto all'artista : "Maria Torres, la mia sposa, mia prima ballerina, mio primo amore, colei che ha diviso tutto con me, vi manda un saluto."
Come in una telefonata tra amici, come quando vai a trovare qualcuno che sai che ti aspetta e vuoi farlo sentire benvoluto.

E poi ancora parole cariche di significato a concludere il suo racconto, lasciandoci il messaggio
che la salsa è grande e a volte ti prende la vita intera, ma che "lo mas importante"
è l'amore per Dio e per tutte le sue creature.

Ma Eddie non aveva ancora dato tutto:
Stando in mezzo a noi si ricaricava di nuova energia e dopo uno stage di un'ora e mezza, dopo uno spettacolo, la tensione e tutto il resto, ha chiesto ancora MUSICA e si è messo a fare ANIMAZIONE per noi e con noi;
Salsa, mambo, pachanga tutto ciò che il cuore gli diceva, lui interpretava.

Uno spettacolo dentro lo spettacolo, una sorpresa dietro l'altra, un' emozione continua.

Impagabile.

Alla fine, non è stato possibile impedire alla gente di andare nuovamente da lui, abbracciarlo , fargli festa,chiedere ancora foto, ancora autografi; e lui sempre a ringraziare tutti, felice della felicità che riusciva a trasmettere.

Incredula, sono rimasta ad osservarlo per molto tempo mentre rispondeva alle richieste di tutti,
cercando nel suo atteggiamento qualcosa di stanco, stonato, la voglia di andar via, di riposare.
Niente, in lui non c'era nulla di tutto questo. Solo la gioia di essere lì.

Uscendo dal locale mi sono voltata a guardarlo ancora;
L'ultima immagine che ho di Eddie Torres, l'immagine che probabilmente mi rimarrà sempre impressa nella memoria,è quella di un RE chino in mezzo alla sua gente, gioiosamente consapevole della vita,potente, umile e fiero come solo IL RE può essere.


Paola Marazzi

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Masnada: Araba Fenice.
Articolo di Roberta Gallo




Ecco il secondo articolo scritto dalla giornalista Roberta Gallo sui locali più belli della Liguria.
Parliamo di un locale che a Genova sta riscontrando un notevole successo nelle serate del Sabato genovese: il MasNada.
Come l’araba fenice rinasce dalle sue ceneri, così il locale di piazza Piccapietra, lasciate le effigi a stelle e strisce da rodeo, si scalda al sole del Caribe.
Il sabato sera ci si immerge nella bollente atmosfera dei balli sudamericani.
Il cambiamento porta ancora una volta la firma di un nome noto nel panorama latinoamericano: Paola Marazzi. L’effervescente maestra di danza, che, insieme ai suoi animatori de “La Isla Latina”, hanno trasferito il coinvolgente “sonido” delle terre dei Tropici nel cuore di Genova.
Ristorante fino alle 23, tolti i tavoloni, il Masnada si trasforma in un vero e proprio “piso”, da palacio de la salsa.
Tutti in pista a smaltire i chili di troppo presi a tavola. I veri “professionisti” della danza, prima di lanciarsi in figure e vueltas, attuano un vero e proprio cambio scarpe. E poi via! I fantastici Santiago, Miguel e Kumar, dai fisici statuari, gli sguardi penetranti e il sorriso da far sciogliere un iceberg, ti portano, con la loro grande abilità, in sequenze di figure da competizione. In quel momento ti senti davvero Cenerentola al ballo!

Ma quando vedi muoversi Paola, voluttuoso zucchero, tutto trucioli castani, non riesci a non fare un copia e incolla con la tua faccia sulla sua e sognare di essere tu al suo posto. Non smetteresti mai di guardarla per imparare anche i suoi minimi trucchi di movimento.
Tre sono le piste in cui si può ballare, tutte immerse in un’ambientazione molto particolare di pietre e vegetazione.
Spontanee partono a volte delle ruedas. La maggior parte delle volte chiamate da Alessandro, ormai noto nell’ambiente come “Codino”, caller per antonomasia del famoso ballo di gruppo. Spettacolari quelle dove all’interno, si muovono con grande maestria, Nelson e Jackson , due meravigliosi ballerini che sanno dare sapore a qualsiasi danza intreccino in sala.

Tutto è ovviamente innaffiato da fiumi di mojitos e cuba libre, sapientemente preparati dai bravi barmen del locale.

Roberta Gallo. 11 Aprile 2006

Piccola digressione personale

Frequento il Sabato sera del MasNada da quando ha inaugurato ed ho riscontrato un locale con caratteristiche uniche a Genova.
Innanzi tutto mi rendo conto che il locale è un vero e proprio "crocevia" di persone.
Nelle sue serate si trovano persone che apprezzano la qualità della serata che provengono dalle più disparate zone liguri: gente del levante, gente di Genova, gente di Savona.

Una cosa che sicuramente distingue il locale da tutti gli altri è anche il tipo di persone che attira.
Persone gioviali che vogliono divertirsi, ma spesso e volentieri personaggi di un certo rilievo. Si è visto ad esempio Alex dei Son Colombianos (che oltretutto ha proposto un suo bellissimo spettacolo Sabato 11 Aprile) e Max e Fra. La musica è messa da Dj Daniel. Una nuova leva del mondo latino americano ligure che alla sua tradizionale scaletta sta pian piano inserendo pezzi alternativa di salsa classica e latin-jazz che denotano una sua costante crescita che lo porterà, spero, ad essere sempre più apprezzato dai numerosi clienti del locale.

Massimiliano Zirilli. 11 Aprile 2006

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Primavera in Salsa: La Vacanza con gli stage
Articolo di Paola Marazzi




Nei giorni 18/21 Maggio 2006 si è tenuto a Brentonico (TN) , il terzo appuntamento con Vacanza e stage organizzato da Levante Latino e dalla mitica Sandra.

La ISLA LATINA ha partecipato all'evento nella figura di PAOLA MARAZZI che, chiamata come insegnante insieme a Stefano Rubini e Jackson, ha effetuato stage di gestualità femminile, pasitos e latin pop.

Eccovi il racconto di Paola :

"Impossibile non rientrare con una faccia beata e soddisfatta dopo aver trascorso quattro giorni in un'ambiente magnifico, in mezzo ad una natura incontaminata, divertendosi in allegria, mangiando benissimo e... occupandoci comunque della nostra primaria passione: LA SALSA!.

Dopo un viaggio che, nonostante la distanza, è stato piacevolissimo, svoltata l'ultima curva che segnava la fine del nostro percorso, ciò che si è presentato ai nostri occhi ci ha lasciato senza fiato:
Le montagne verdi che più verde non si può, papaveri rossi e fiori gialli stesi al sole su immensi prati, e questo delizioso chalet di montagna che sembrava uscito da una cartolina....
l'inizio era ottimo, non c'è che dire!
Dopo aver preso possesso delle nostre camere , tutte molto ben arredate e piene di comfort, abbiamo accolto alla spicciolata i nostri salseri provenienti da tutta la liguria che, stanchi e stressati, sono arrivati all'albergo come naufraghi sull'isola.

In men che non si dica tutti parlavano con tutti e devo dire che , salsa a parte, l'argomento principale è stato, per una buona mezz'ora, il bellissimo CENTRO BENESSERE di cui l'albergo dispone e che faceva davvero gola a tutti..

Chi non ha mai desiderato di farsi coccolare da massaggi, bagno turco, docce nebulizzate agli aromi, trattamenti cosmetici, idromassaggio ecc...
BEH, NOI NON CI SIAMO FATTI MANCARE NULLA , QUESTO è CERTO!!

Molti poveri salseri sono stati trascinatai via a forza dalla porta di ingresso al centro benessere, con lo sguardo di un'affamato al quale viene tolta l'ultima razione di cibo, perchè comunque... LA SALSA CHIAMA, ED IL SALSERO RISPONDE... SEMPRE!!!

Già dal giovedi stesso, infatti, lo staff insegnanti ha cominciato subito gli stages che, variando di materia in materia, sono stati seguiti ed apprezati davvero da tutti

Durante le quattro ore di stage al giorno, i partecipanti hanno potuto infatti passare dalla New York Style alla Cubana, dal Latin Pop alla Gestualità, dalla Rueda ai Pasitos, apprezzando così lo stile e il metodo di diversi insegnanti.

Piacevolissimi intermezzi agli stages sono stati pranzi e cene; si sa che la cucina di montagna è ottima, ma nella struttura che ci ha ospitati abbiamo potuto davvero apprezzarla in tutta la sua varietà, il tutto affogato da litri di vino rosso e bianco che sulla tavola non mancavano mai!

Certo, dopo queste mangiate si rotolava qua e là per almeno un'ora, ma d'altronde... si vive una volta sola!

Le ore libere della giornata hanno consentito a tutti di effettuare gite, chi a gardaland, chi in percorsi di montagna, chi in moto verso il vicinissimo lago di Garda.

Personalmente, anche stavolta mi sono fatta odiare dalle mie due compagne di avventura Scila e Sabrina per la mia rinomata passione per lo sport;
Le due poverette che speravano in una vacanza tra cuscino e sala da pranzo, sono state trascinate in passeggiate sfiancanti (ma salutari!!) , nuotate in piscina, puntate improvvise al centro benessere, il tutto condito dalle mie frasi "questo fa bene, questo fa bene!!".

Povere, nel mio delirio a volte esagero...

A controbilanciare la nostra tendenza al salutismo, ci hanno pensato quei fuori di testa del gruppo Levante latino, ai quali mando davvero un enorme abbraccio perchè ci hanno fatto passare momenti di grande ilarità.

Questi personaggi , dai nomi Igor, Stokky, Luca, Stefano ecc... anzichè concentrarsi sul ballo...davano il meglio di sè a tavola.
Padroni indiscussi delle bottiglie, che viaggiavano qua e là come missili, ben presto perdevano il contatto con la realtà e cominciavano la loro serie di gag irresistibili...

Naturalmente queste incursioni vinicole hanno mietuto ben presto una vittima:
la povera simona, astemia, ha passato una nottataccia sorretta dai suoi compagni di sventura che ,. vili, dopo averla fatta bere come loro, si sono pentiti del danno fatto e hanno cercato di rimediare ....

Infine, non contenti delle serate latine che ogni sera si tenevano in discoteca,i nostri pazzi salseri organizzavano poi festini notturni non meglio specificati, dai quali emergevano la mattina successiva con la faccia di profughi appena rientrati dalla Corea.

Insomma, chi è venuto per dormire... NON HA DORMITO!
Ne sa qualcosa il povero Stefano Rubini che alla mattina si presentava con occhiali da sole stile autobus perchè alla luce del sole avrebbe potuto dissolversi come un vampiro , sul viso un'espressione a dir poco truce , cosa che induceva gli organizzatori dei festini notturni a stargli alla larga per almeno due ore.

Tra l'altro la pace delle montagne è stata miseramente turbata anche di giorno, grazie a quei scalmanati appassionati delle moto che alle ore 09.00 del mattino erano già in pieno assetto stile Easy Rider e , armati di guanti , tute e caschi, si trasformavano in personaggi da film e partivano rombando alla volta di destinazioni tutte loro...

Insomma, una compagnia di gente simpatica e divertente che è arrivata con la voglia di star bene e divertirsi.. e ci siamo riusciti!

Personalmente, ho avuto serie dificoltà a non perdere la mia proverbiale professionalità , soprattutto quando Stokky e Luca hanno deciso di seguire il mio stage di latin pop, esprimendo la loro fisicità e passione per il ballo in un modo talmente... comico .. che... io non riuscivo più a fare lo stage da quanto mi scappava da ridere, il Dj aveva le lacrime agli occhi e per non fare brutta figura si lanciava improvvisamente sotto la consolle da dove un attimo dopo si sentivano provenire risate incontrollabili...

Loro, naturalmente, continuavano imperterriti a bisticciare ballando.

Anche i più tranquilli del gruppo, come le simpaticissime Cristina e Gabriella, alla fine non hanno potuto resistere a tanta comicità...

Putroppo quattro giorni volano, e come sempre arriva il momento di partire proprio quando ormai si è entrati davvero nello spirito del gruppo e del divertimento; così, nella giornata di domenica eravamo tutti un po' tristi, al pensiero di rientrare nel solito tran tran, lasciandoci alle spalle momenti di relax e simpatia fuori dalla vita di tutti i giorni.

Per concludere, l'esperienza vacanza stage mi è piaciuta davvero.
Un ottimo sistema per staccare qualche giorno, imparando cose nuove ed occupandosi un po' di se stessi.
 

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Jhonny Vazquez: Energia allo stato puro.
Articolo di Paola Marazzi




L'argomento Jhonny Vazquez non è di facile lettura.
Dai suoi esordi, sino alla grande popolarità che lo ha accompagnato in Italia, il personaggio Vazquez ha fatto molto parlare di sè, dividendo immediatamente gli addetti ai lavori ed il pubblico salsero in sostenitori appassionati del suo stile e avversi detrattori secondo i quali la sua salsa è fin troppo contaminata da acrobazie, generi e stili che con la salsa non hanno nulla a che vedere.

Una diatriba vecchia come il mondo: Da una parte, coloro che desiderano mantenere viva la Tradizione Salsera con tutta la cultura delle sue origini; dall'altra, quelli che ritengono che la salsa debba stare al passo con i tempi seguendo una sua naturale evoluzione.

Credo che al di là dei giudizi e delle ragioni del cuore, sia importante riconoscere che inevitabilmente il mondo cambia, e cambiano i suoi usi e costumi; credo anche sia impossibile capire le scelte di un artista senza leggere il suo background, il suo vissuto.
Altrettanto fermamente credo che se la salsa e le sue tradizioni sono importanti, importante sia anche porsi senza preconcetti di fronte a casi come quello di Vasquez, che sicuramente ha il merito, non da poco, di aver proposto un genere diverso, assolutamente innovativo, personale, in una parola pieno di carattere, di personalità.

In un mondo dove si tende ad emulare continuamente passi, stili e figure fatti da altri, copiando il LORO modo di ballare, bisogna riconoscere la genialità e bravura di chi non vuole essere un clone altrui, e segue la SUA strada, il SUO stile, Inventandolo, se necessario. A quanto pare con molto successo.

Quindi, ecco Jhonny Vazquez, uno strano misto di apparente incoerenza e grandi capacità; un miscuglio di stili, assonanze e dissonanze che lui fa magistralmente confluire nei suoi show, applauditissimi e criticatissimi, spesso più assomiglianti a pantomime di carattere, che ad esibizioni di salsa.
Jhonny si esibisce a volte vestito come Elvis Presley, chitarra in mano ed occhialoni colorati mentre fa vorticosamente girare la ballerina tra accenti rock e passi salseri.

Ed effettivamente,l'impatto è sconcertante.

Eppure, impossibile non notare, in mezzo a questa follia danzereccia, la grande tecnica e l'enorme capacità atletica di questo ragazzo che ammette candidamente di essersi ispirato il più delle volte a grandi maestri al di fuori della salsa, primo tra tutti un ballerino messicano che l'allora quattordicenne Vasquez vedeva in televisione.
Il suo nome era Alberto Amartines "Resorte". Ballava Swing, Mambo e Tip-Tap. Niente salsa, quella ancora non esisteva.
Era il miglior ballerino del Messico: un mito di acrobazia e scioltezza, e il giovane Vasquez provò a rubargli il movimento, quelle movenza talmente sciolte da farlo sembrare privo di ossatura. E ci riuscì, sino a fare suo anche il modo di eseguire la spaccata , che sempre lascia di sasso chiunque lo guardi.

Da lì, un percorso parallelo tra le lezioni con il fratello Francisco, maestro e coreografo di salsa, e le videocassette di Fred Astaire, Gene Kelly, con tutte le influenze Swing , Tip-Tap e Lindy-Hop che resero sconcertanti ed innovativi i suoi show.

Le sue performances cominciarono a far parlare di lui, ed ecco arrivare le prime cose importanti; Trasferitosi a Los Angeles, vinse per tre anni consecutivi le competizioni a livello internazionale in categoria professionisti. Poi un cammino pieno di grandi successi,dal Congresso Mondiale della Salsa a Puerto Rico del 1997, al Tour con il Team Bacardi De La Salsa . Nel 2000 ricevette la nomina di "Principe della Salsa" nientemeno che dal Maestro dei Maestri Eddie Torres, nomina che lo consacrò definitivamente uno dei più grandi ballerini di salsa dei nostri tempi. Nel 2002 si trasferì a Valencia, dove creò un gruppo di ballo denominato Johnny Vazquez y su Imperio Azteca;
oggi vive e lavora in Italia, dove continua a divulgare il suo modo di ballare che noi, abituati ad etichettare sempre tutto, denominiamo Los Angeles Style, ma che forse sarebbe più corretto chiamare "Vazquez style".

Se quindi osserviamo il suo percorso, il suo passato, è evidente la grande coerenza stilistica di questo ballerino che , sospeso a metà tra due culture, per i suoi show prende un brano di salsa di T.Puente e lo miscela con un po' di country, funky e rock fino a formare un tessuto musicale di 15 - 20 secondi per ogni ritmo, sul quale lui adatta i suoi passi tra salsa, ballroom dancing e acrobazie.
Vazquez non ha mai nascosto nulla di sè , soprattutto la sua concezione dello show con la S maiuscola, dove tutto è permesso nell'ottica di dare al pubblico uno spettacolo che stupisca con qualsiasi mezzo. Non vuole essere etichettato,lui, nè definito in qualsiasi altro modo se non BALLERINO, consapevole che il vero danzatore è quello che sa ballare tutto, e bene.

E , un po' più ambiziosamente, forse, ha dichiarato di voler dare alla salsa, un tempo fenomeno marginale e retaggio delle classi povere, un' evoluzione che le consenta di essere seguita anche da altre tipologie di pubblico.

Insomma, un uomo particolare, questo Jhonny Vazquez, che a dispetto del suo successo negli ambienti salseri pare abbia come suo grande sogno quello di ballare un giorno uno show di Tip- Tap a Broadway.

Leggendo una sua intervista sono rimasta impressionata da una sua risposta; a chi gli chiedeva se il suo genere di show non fosse lontano anni luce dal concetto che la gente ha della salsa, lui disse: " Io sono ballerino di salsa quando ballo in pista, con la gente. Sul palco faccio uno show."

In questa frase sta un po' il senso, credo, di tutto l'universo Vazquez.

A testimonianza di ciò, posso dire di averlo visto ballare in pista, e di aver osservato un altro mondo, un'altra persona rispetto a quella che siamo abituati a vedere sul palco.
Mi ha affascinato la sua energia totale,la sua vulcanicità non costruita, la sua generosità verso chi comunque lo stava guardando, l'attenzione per la ballerina del momento indipendentemente dal livello della stessa, la grande capacità atletica e la totale mancanza di gesti ecclatanti e spettacolari, spaccata a parte che ormai pare diventata il suo fiore all'occhiello.

Un ballerino di salsa, insomma. Niente show in pista, niente esibizioni forzate di acrobazia, solo il puro gusto di ballare per sè e per gli altri.

Anche dopo, ci siamo ritrovati con una persona simpatica, umile, pronta alla risata e a scambiare due chiacchiere. E abbiamo quindi portato a casa un'altra lezione: che quando il personaggio lascia il palcoscenico, e si spengono le luci, ciò che rimane è forse ancor più stupefacente di mille acrobazie.

Paola Marazzi




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Salsa ed Agriturismo : Accoppiata vincente.
Articolo di Paola Marazzi




La campagna toscana, quella delle cartoline.
L'alberello panciuto che svetta , solitario e perfetto, su di un colle illuminato dal sole.
Le piane ondeggianti tra fazzoletti verde scuro.
Un uomo a cavallo immerso nel silenzio del mattino.
Fotografie per noi fuori dal consueto, di una natura che vive, ancora incontaminata, fuori dal tempo e dallo spazio.
A Buonconvento l'orologio si ferma e riaffiorano sensazioni primordiali che appartengono all'uomo di una volta, che sta anche dentro di noi, dimenticato.
Respiriamo. Ci si sente vivi e freschi, con quella frizzante energia che solo le belle cose sanno dare.
Che favola di posto, ragazzi.

Anche per una come me, alla quale di solito le parole non mancano, è difficile raccontarvi i mille, bellissimi dettagli di questo luogo antico.
Quando si arriva a Buonconvento pare di aver sbagliato strada; un colle dopo l'altro,ci si sente mille miglia lontani dal mondo e non si riesce a distogliere lo sguardo dalle tante manifestazioni della natura che là, sembrano essersi date tutte appuntamento.
Poi lo vedi.
Un casale d'altri tempi, bellissimo e quasi medievale nella sua imponenza. Ad accoglierti , allegri signori toscani che con il loro inconfondibile accento e le facce sorridenti ti mostrano l'agriturismo, uno splendido connubio di storia e buon gusto, semplicità e raffinatezza, dove tutti i comfort della vita moderna si sposano con grande sapienza ai classici elementi dell'antico casolare.
Un posto al sole , tra cavalli, vitellini e caprette, dove chi si ferma per qualche giorno, può gustare i prodotti tipici della terra ; tutto ciò che viene usato in cucina proviene da lì, ciò che si mangia è fatto da loro, dalla pasta al vino , dalla marmellata al miele... ogni cosa nasce nell'agriturismo da anni di esperienza ....e che sapori, che cucina fantastica!

E la cucina è stata decisamente il tasto dolente del nostro raduno. Non faccio nomi,ma per alcuni di noi, che certo si riconosceranno in queste righe, questi raduni rappresentano non tanto lo stimolo ad imparare cose nuove in salsa, ma l'ottima scusa per mangiare e bere a più non posso.
Per non smentirsi, i ragazzi di Levante Latino si sono presentati all'appuntamento con una bella maglietta blu, che riportava l'alquanto edificante dicitura : "Compagnia del Gotto". La frase la diceva lunga sulle loro intenzioni, che infatti sono state puntualmente confermate dalle guance rubizze ogni volta che si alzavano da tavola.
Cosa che peraltro ha contagiato anche il nutrito gruppo della Isla Latina, me per prima; meno male che eravamo in "famiglia"; un estraneo ci avrebbe preso per una banda di alcolizzati senza speranza.
D'altronde, è ben difficile resistere quando , a pranzo e cena, arrivano fiumi di bottiglie di ottimo vino fatto in casa, ad innaffiare i primi e secondi, mai meno di due per portata, che venivano serviti continuamente , nemmeno venissimo dal Biafra.
Per i padroni di casa, noi eravamo smunti e magrini, praticamente da mettere all'ingrasso, figuriamoci!! E così, un sentito ringraziamento per i tre chili in tre giorni che abbiamo portato a casa, a mò di cintura piombata.

Se continua così, sarà opportuno chiamare il prossimo incontro:
"Raduno salseri obesi".

Ma la nostra tavolata, che praticamente occupava tutta la sala da pranzo (eravamo circa 80, n.d.r.), è stata anche opportunità e mezzo per conoscerci tutti, scambiare esperienze. Guardandoci attorno, gente di varie scuole chiacchierava amabilmente, coppie fraternizzavano con altre coppie, ed anche gli allievi provenienti dalla stessa scuola, ma da livelli diversi, hanno potuto conoscersi meglio, apprezzandosi l'un l'altro. Sono sempre più convinta che questi incontri siano davvero formativi in tutti i sensi; uniscono, cementano, fanno sbocciare il magnifico fiore della salsa intesa anche come gruppo, condivisione, unione.

Gli stages, rispetto alla passata edizione, sono stati aumentati sia come numero che come varietà di materie; abbiamo fornito un programma di portoricana, new york, los angeles, bachata, cubana , cha cha ,gestualità e rumba , che, a vari livelli è stato seguito con grande successo.
Bella anche la collaborazione tra alcuni insegnanti che si sono supportati a vicenda nei vari stages; il risultato è che tutti, anche quelli alle prime armi, si sono potuti cimentare con le varie materie, prendendo una visione globale di quello che è il latino in tutte le sue forme.

Indubbiamente, al di là dell'aspetto formativo, quello che è arrivato ai partecipanti è stata la gran bella atmosfera creatasi sin dall'arrivo e consolidata poi nei giorni seguenti.
Le serate latine, ambientate in un magnifico salone delle feste, sono state divertenti e coinvolgenti, e hanno culminatio nella serata di gala, nella quale davvero il clima di festa era alle stelle.
Gli elementi perchè il raduno riuscisse c'erano tutti; Dalla buona musica del ns dj felix, che come sempre ha dato scacco matto a tanti consumati dj del ns panorama, alla professionalità e simpatia dei maestri;dall'agriturismo, unico e splendido, alla cucina che ha reso tutti allegri e di buon umore.

Ma l'elemento che ha fatto davvero la differenza è stato la gente. Io non posso far altro che complimentarmi con i miei allievi, tantissimi, che hanno partecipato a questo evento portando ognuno qualcosa di sè, ma sempre con la voglia di conoscere , fare amicizia, in una parola stare bene. Anche chi è venuto in coppia, non ha tardato a sciogliere le briglie in questa allegra compagnia, dove alcuni elementi di spicco hanno animato spontaneamente i giorni e le notti.

Il Nostro Enzo ha sbalordito tutti con la sua travolgente simpatia, parlava anche con le pietre ed era impossibile contenerlo.
Il povero Massimo, suo compare, ha cercato invano di arginare la sua furia, e si aggirava a mò di baby sitter correndogli dietro e gridandogli rimproveri. Mitici.
Enrico, principiante DOC, ha voluto fare tutto, e si è dimostrato elemento di aggregazione insostituibile, oltre che piacevolissimo compagno di viaggio per Simona e Marina e per tutti noi, che abbiamo potuto contare sulla sua affidabilità.
Ho fatto una scommessa, e sono sicura che tra qualche mese Enrico calcherà le piste delle sale da ballo con la sicurezza di un veterano. La più piccola del gruppo, la mia allieva Lorena, 17 anni ,è molto silenziosa, ma quando balla, dice tutto di sè...
a lei grandi complimenti da parte di tutti, diventerà una bravissima ballerina di salsa.
Le mie giovani principianti, scortate da fratelli ed amici , che si sono ambientate benissimo e buttate a capofitto anche in quello che ancora non conoscevano.
Alberto e Serena, due futuri amici oltre che bravi allievi.
Francesca e il suo gruppo di storditi , con Tabata al seguito (cagnone labrador bellissimo e tenerone), che hanno passato 3 giorni col sorriso stampato in faccia...
E poi Uros e Mateja, due amici sloveni che si sono trovati catapultati in mezzo ad una ressa di italiani urlanti a tavola. Nonostante la loro flemma slava, non riuscivano a trattenere le lacrime di fronte alla nostra vulcanicità, al nostro amore per la buona tavola e per la risata; anche loro, due compagni di viaggio preziosi.

E, al di là di tutto, vorrei sottolineare il rapporto di grande simpatia e collaborazione che lega La Isla Latina e il Levante Latino, questi ragazzi simpatici e di cuore con i quali è impossibile non ridere.
Uno sopra tutti, il mitico Stokky, il biondone dal cuore tenero.... a proposito: dopo grandi eleucubrazioni ho cercato di salvare la mia proverbiale professionalità , già messa a dura prova durante la passata edizione a Brentonico (vedi articolo " Primavera in salsa- la Vacanza con gli Stage ") optando per non effettuare il mio stages di latin pop e sostituendolo con uno di portoricana di coppia, perchè non avrei potuto resistere ad un'altro cabaret di stokky e luca nel cimentarsi con i vari passi.
Ci sono cose di fronte alle quali uno deve fermarsi, e questa è una di quelle.
Invece mi hanno fregata lo stesso, perchè hanno dato "il bianco" durante il mio stage di cha cha, nel quale nemmeno stefano, mia spalla d'eccezione per l'occasione, è riuscito a rimanere impassibile e ha dovuto assentarsi più volte nascondendosi frettolosamente dietro le tende del salone per poter dar sfogo all'ilarità repressa.

E di Igor, vogliamo parlare? Come lo definiamo uno che si diverte a scattare fotografie alla gente nelle posizioni più assurde, per poi ricattarle senza ritegno? Scherzi a parte, un grande anche lui.

E beh, potrei continuare ancora molto, raccontandovi degli ormai storici festini notturni organizzati nei vari appartamenti, orrendi appuntamenti nei quali i temerari malcapitati venivano costretti ad un simpatico spuntino a base di salumi non meglio identificati e bevande molto simili al vino.
Quelli che, sfiniti, all'alba uscivano dal festino, non erano più uomini e donne, ma palle di colesterolo notturne, vaganti nel cielo toscano.

Anche i salutisti hanno avuto pane per i loro denti. Al centro benessere dell'agriturismo, dotato di ogni servizio, hanno potuto rigenerarsi e ritemprarsi.
I più moderati, si sono limitati alla magnifica piscina con idromassaggio, dalle cui vetrate si ammira il panorama circostante.
Peccato che la vetrata si possa aprire, ne sappiamo qualcosa io e altre stordite che, non essendocene accorte, ci siamo ritrovate zuppe da testa a piedi perchè quei bontemponi di levante latino, ogni volta che ci vedevano passare, pensavano bene di spalancare tutto (temperatura dentro piscina + 40 - temperatura fuori - 20 , n.d.r.) ed innaffiarci selvaggiamente, attirandoci ogni volta con una scusa diversa, E noi sempre ad abboccare !! ... Saremmo la felicità dei pescatori!!

E'impossibile raccontarvi tutto, soprattutto le emozioni e l'atmosfera; il consiglio è di provare questa esperienza, che ormai sta diventando un appuntamento fisso, crescendo di volta in volta.

In questo contesto è importante ringraziare anche chi sta dietro le quinte, svolgendo un lavoro che è meno di immagine ma altrettanto importante per la buona riuscita dell'evento: Sandra, che si occupa sempre dell'organizzazione camere, cene, pranzi , allestimento e quant'altro è necessario per creare la struttura di accoglienza.

La nostra soddisfazione più grande è quelle di essere riusciti, insieme, a fare qualcosa di bello utilizzando l'unico elemento che spesso viene dimenticato dai più, la semplicità.
Come in tutte le cose, ancora una volta hanno vinto le cose semplici, lo spirito di gruppo, il desiderio di stare bene.

Vi invitiamo a farvi trascinare anche voi da tutto questo, dandovi appuntamento al prossimo raduno, che si terrà il 18/19/20/21 Gennaio a Brentonico. Neve, ottima compagnia e salsa.

A presto.

Paola Marazzi
 

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DJ PABLORICO ospite di LA ISLA LATINA: Un artista della consolle e un amico
Articolo di Paola Marazzi




GIOVEDI 9/11 nella nostra serata al Nada Mas abbiamo avuto il piacere di ospitare un nome da tanti atteso per le sue ottime scelte musicali :
:::::DJ PABLO RICO DA MESSINA :::::

Nel tentativo di portare a Genova una ventata di novità sul fronte musicale, la Isla Latina, in collaborazione con DJ Markusemme ed About Salsa, ha inaugurato in questi mesi un progetto dio rotazione DJ assolutamente unico in Liguria.

Moltissimi i nomi che hanno già presenziato dietro la consolle durante i nostri giovedi latini:
DJ MARKUSEMME da MonteCarlo, DJ SUSY da Palladium e Luna Rossa, DJ FABIETTO sALSALOVE, DJ FELIX, DJ EL FLACO da Pavia, DJ EL CHEVERE da MILANO, DJ RAMOS da Firenze.
Tutti professionisti DOC che, ognuno con il suo genere e stile, hanno regalato al pubblico latino pezzi nuovi e non, ognuno con il proprio stile e le proprie scelte musicali.

Tra i vari artisti, ci piace ricordarne uno che siamo risuciti a far arrivare dalla lontana Messina,e che è approdato da noi con un bagaglio di musica da far impallidire qualsiasi veterano della consolle.

Il curriculum che avevamo inserito su PABLORICO non ha reso giustizia alla bravura di questo artista che per 4 ore ha giocato , nella nostra latina, con pezzi inediti ed altri scelti con sapiente maestri ed ottimo gusto musicale.

Tutti, ma proprio tutti, sono stati contagiati dalla professionalità e cuore di Pablo che ha saputo prendere per mano il pubblico presente in sala e condurlo in un crescente viaggio alla scoperta di ritmi antichi e moderni, ma tutti di gran classe.
Quattro ore di salsa senza limiti, Latin jazz, cubana, portoricana, vieja, classica, cha cha d'annata; persino le bachate, avevano qualcosa in più del solito...
La grande affluenza di otimi ballerini, accordi in serata per l'occasione, hanno reso l'evento una vera festa per gli occhi, ed anche i salseri alle prime armi sono stati contagiati dall'atmosfera circostante, mentre in cuor loro coltivavano il sogno di diventare presto in grado di effettuare tutte quelle evoluzioni.

Una bella serata davvero, resa possibile da molti elementi in comunione, che hanno premiato lo sforzo della ISLA LATINA per portare a Genova un elemento come Pablo.
Gratificante e corroborante la risposta della gente , alla quale va il nostro ringraziamento, e ad altre organizzazioni amiche come CONTATTO LATINO, che per l'evento hanno deciso di trasferire il proprio mini social al Venerdi, per consentire a tutti di essere presenti.
Un applauso quindi a DODICIX, amministratore del forum di Contatto Latino, che ha dato il suo supporto per la divulgazione delle informazioni sulla serata, e a tutti gli utenti del forum stesso che mi hanno incoraggiata. L'ultimo ringraziamento va infine alle perrsone che sempre ci seguono dandoci forza nella realizzazione di queste iniziative, e allo staff della Isla Latina che si prodiga in aiuti, in particolare a Daniele e Scila che si occupano del back-stage, del preserata e di tante altre cose indispensabili per la buona riuscita degli eventi.

E lui... Pablo, dove cogliamo metterlo?
Carino simpatico, esigentissimo e criticissimo con se stesso, generoso e solare, pazzo furioso alla consolle .... ; Felice ed orgoglioso di essere stato chiamato a suonare dall'altra parte dell'Italia!

Da quella sera pablo è diventato per noi un amico, che sentiamo spesso, con il quale si condividono pensieri ed opinioni, si ride e si scherza...
Il suo carattere caldo, da vero siciliano, te lo fa amare al di là della sua bravura musicale... e come un amico, tornerà a trovarci, per regalarci ancora la sua bella musica e qualche sorriso.

Articolo di Paola Marazzi
 

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Il Tabu di pavia: Buon gusto, calore e simpatia-
ovvero la terza trasferta salsera della Isla Latina

Articolo di Paola Marazzi




Che il Tabu' di Bressana Bottarone (PV) fosse un bel locale, lo sapevamo già.

Molte recensioni ne parlavano bene, da qui la nostra decisione di andare a vedere di persona in occasione della nostra trasferta salsera, ormai giunta alla terza edizione.
In realtà, le voci non rendevano giustizia a questo locale in cui l'arredamento davvero particolare, la sua ampiezza e la gentilezza dei gestori ed organizzatori rendono il Sabato Sera una piacevolissima avventura.
Ma partiamo dall'inizio: I nostri ormai fedelissimi salseri, che ad ogni appuntamento si riconfermano sempre di più, questa volta sono addirittura arrivati in anticipo all' appuntamento, desiderosi com'erano di partire subito per ilo nostro viaggio alla scoperta delle discoteche italiane.
E così è stato, guidati nel viaggio, brevissimo, dal nostro autista Stefano; ancora un autista diverso rispetto alle passate edizioni.. sappiamo già che... o sei malato di salsa, o non si resiste più di dieci minuti con cinquanta assatanati che ascoltano solo salsa, parlano solo di salsa ballano solo salsa, ecc
In tre trasferte, abbiamo avuto tre autisti diversi, ci sarà un perchè.... quando si spargerà la voce, non troveremo più nessuno disposto a portarci in trasferta e dover sopportare una lunga o breve agonia a seconda dei casi. In questo frangente però, il viaggio è stato davvero brevissimo; distanza a parte, la presenza in pullman dei soliti personaggi di tutto rispetto ha reso davvero veloce il tragitto.
E' importante per me sottolineare che le trasferte, oltre a consentirci di curiosare in tanti bei locali del nostro nord Italia, è un magnifico mezzo di aggregazione, perchè durante il viaggio si ha modo di conoscere gente, chiacchierare, scherzare su tutto, e la cosa ben presto "degenera".
Vi ricordate le gite con la scuola? Beh... ci siamo molto vicini. Alla partenza, i nostri salseri hanno fatto gara per i posti in fondo, e subito il nostro Enzo, fuori di testa più che mai, ha tenuto banco attorniato da mezza dozzina di fanciulle, con il buon Massimo che come sempre cercava , senza riuscirci, di tenerlo a freno. Ospite graditissima della nostra trasferta , la giornalista Roberta Gallo, simpaticissima, esuberante e pronta alla risata, che con il suo faccino da gatta attira immediatamente le occhiate maschili. Poi , il Nostro Orestesssss (con 4 s) di valencia, maestro di Salsa Mix alla Valenciana, ormai definitivamente adottato dal ns gruppo dal suo arrivo in Italia.
Anche stavolta, non mancava proprio nessuno, allievi, maestri, amici, il mitico Josè, sempre presente con il suo sabor latino, le nostre veline che hanno svelinato qua e là... Il misterioso Vince, più affascinante che mai in giaca gessata,sara e Andrea che nonostante la stanchezza non si sarebbero persi la trasferta per nulla al mondo.. sara e Luca, che abbiamo invidiato tutti per la loro totale indiffereneza a ciò che li circondava, persi com'erano l'uno nell'altra ( tranne i momenti nei quali venivano spudoratamente accerchiati da noi tutti, giusto per metterli a proprio agio... vero?) e poi qualcuno alla sua prima trasferta, un pò frastornato ma allegro.

L'allegra combriccola , quasi senza rendersene conto, è arrivata in mezzo alla nebbia nel vasto parcheggio del Tabu, dove è mancato poco che investissimo il posteggiatore,che, in quanto nero nero, non si vedeva al buio. Povero ragazzo, mettetegli una tuta fluorescente...!! E' quello che nelle foto è seduto sul trono, giudicate voi!! Un mito, simpaticissimo.

Al nostro arrivo, con una puntualità svizzera, è uscita Lory, l'organizzatrice della serata ed in men che non si dica eravamo già ai nostri tavoli, dove Lory, da perfetta padrona di casa, ci ha fatto trovare una marea di stuzzichini dolci e salati, torte, patatine e quant'altro , il tutto servito su di una grande tavola al centrao della zona a noi riservata, con divanetti, piani rialzati e palloncini dappertutto a darci il benvenuto. Una festa!

Rifocillati per bene, i nostri trasfertisti del sabato sera hanno dato l'assalto al locale che, bellissimo, merita davvero una bella descrizione.
All'entrata, un lungo corridoio termina con una angolo di buongusto, trono compreso, da cui la bella Lory accoglie la clientela. All'interno, gli occhi sono subito colpiti dall'ampiezza della pista, completamente sormontata da capitelli e archi stile greco, che ricordano la Baia Imperiale. Uno spazio davvero grande per ballare, un'ottima pista in fondo alla quale svetta la cabina DJ (due, ndr) che a inizio serata si solleva e per troneggiare dall'alto sulla serata.
Tutt'intorno, spazi a sedere, divani, rientranze, corridoi.. insomma, un labirinto.

Dall'altra parte, la seconda sala, interamente dedicata alla bachata; più piccola, molto raccolta ed intima, con una bella atmosfera romantica dove le coppie si lasciano andare alle più belle bachate selzionate dal terzo dj del locale.
In più sala fumatori, un bar di tutto rispetto con baristi carini e simpatici, e mille dettagli , minuscoli ed imponenti : statue e fiaccole a completare la visione d'insieme. Cominciate ad immaginare?

Beh, io ho cominciato a fotografare all'arrivo e ho terminato dopo un'ora... fate voi!!
I nostri salseri si sono subito lanciati in pista, e grazie anche alla musica varia ed eterogenea sono stati accontentati gli amanti di ogni genere. Le ore volavano, e ben presto è arrivato il momento del brindisi, sul quale le urla festose dei partecipanti mi hanno definitivamente convinta che, anche questa volta la trasferta era stata un successo!! Da lì in avanti, difficile individuare i nostri trasfertisti che, a gruppi, si lanciavano qua e là, chi in sala bachata, chi sotto la cabina dj, chi al bar, chi ancora seduto a ritemprarsi un attimo.

Ciliegina sulla torta , l'animazione, di solito nei locali snobbata un po' da tutti; in questo caso invece seguitissima perchè , divertente , coinvolgente e nuova. Ne sa qualcosa Roberta.... non si è fermata un attimo!! Sei animatori, di colore e non, hanno coinvolto le persone fuori e dentro la pista, e anche chi non ballava ha comunque potuto rifarsi gli occhi.... ehm.
Insomma, una dopo l'altra le ore sono passate senza che ce ne accorgessimo... peccato andar via!

Personalmente desidero mandare un abbraccio a Lory, Alex e Nicola del Tabu, che davvero ci hanno accolto come degli amici, con una cortesia, umanità e simpatie unici nel genere.
Lory poi, è davvero una bomba, in tutti i sensi,ed è doveroso dire che per la prima volta da quando organizzo queste trasferte,ho sentito di interagire con una persona, oltre che con un ruolo professionale. Non finirò mai di ringraziarla perchè ha fatto in modo che tutto filasse alla perfezione alleggerendo anche il nostro lavoro.

Un ringraziamento anche a Daniele e Scila, che sempre mi danno una mano per la buona riuscita degli eventi, e che con la loro simpatia e calore mi stanno vicini.

Alla nostra terza trasferta salsera possiamo sicuramente dire che torneremo al Tabu, che è a due passi da casa eppure distantissimo dalle nostre serate genovesi, ed invitiamo tutti i genovesi che abbiano voglia di uscire per una sera dai confini della nostra amata città, di fare un po' di strada in più per raggiungere questo locale, perchè, per noi, ne vale davvero la pena. Nell'attesa della prossima trasferta , un abbraccio da me e da tutto lo staff della Isla Latina.

Paola Marazzi



nella foto Lory ed Alex del Tabu

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- A tutti è dovuto il mattino, ad alcuni la notte.
A solo pochi eletti la luce dell'Aurora.
Il nostro augurio per il 2007.

Articolo di Paola Marazzi




Per i nostri auguri del 2007, potevamo scegliere tra i mille che hanno letteralmente intasato i nostri cellulari a Capodanno.
Invece no, preferiamo scrivervi due parole, come si fa tra amici.

All'inizio di ogni anno nuovo, si tirano le somme e i bilanci di quei 365 giorni appena passati,e i buoni propositi si sprecano. Ci si ripromette solennemente di non commettere più gli stessi errori, di godersi la vita ogni giorno, di lavorare meno, divertirsi di più.
Ci si sente carichi di una nuova energia. Poi, la vita di tutti i giorni ricomincia, e quei buoni propositi che sembravano fari potenti nella notte si allontanano velocemente, affievolendosi ad ogni istante. E ricomincia la giostra.... tutto daccapo.

Ci si guarda indietro, e se abbiamo avuto dei successi , delle soddisfazioni, non sembrano così importanti davanti ai dispiaceri ricevuti: quell'amico che ci ha tradito, qualcuno che non ci ha capito, qualcun altro che non siamo riusciti a capire noi; le cose che avremmo potuto cambiare e che abbiamo lasciato immutate e quelle che non avremmo dovuto considerare preziose, ma l'abbiamo fatto, e quando hanno mostrato la propria realtà era tardi per ripararsi dalla sofferenza.

Ma è così che va il mondo.; e allora per questo 2007 , auguriamoci piccoli pensieri di leggerezza, sfumati ed impalpabili come l'Aurora, che precede il mattino e per questo è così rara da vedere e da vivere. Che dura un attimo, ma in quell'istante esplode con un silenzioso arcobaleno di colori, lievi come le nostre aspettative per il domani.

In questo piccolissimo spazio di colore, vi auguriamo di conservare il vostro cuore pulito, di guardare senza ombre gli occhi del mondo, di andare a testa alta , sempre;
di non farvi contaminare mai da chi non riesce a vedere il buono della gente ma si limita al giudizio; di trovare lingue sconosciute per parlare con chi non riesce o non vuole farlo; di lavorare per la soddisfazione di chi ci sta intorno, e non per i soldi, anche se domani chiunque potrà venderci al miglior offerente;
di avere il coraggio, a volte, di dire no anche se in quel momento sarebbe più facile dire si; di dare una seconda possibilità a chi ha sbagliato, perchè a tutti una volta deve essere concesso sbagliare; di ballare sempre come se nessuno ci guardasse; di rimanere indifferente alla cattiveria gratuita, che solo gli invidiosi hanno, e circondarci di poche persone che ci vogliono bene per quello che siamo; di incontrare persone soddisfatte di se stesse, ed imparare da loro; al contrario di non incontrare gente frustrata, che al primo momento di gloria si sentirà uno scalino sopra tutti e mostrerà un volto spiacevole;
di saper riconoscere chi ci sta accanto per il piacere di farlo, non per brillare di luce riflessa, perchè presto o tardi si giocherà la tua amicizia per brillare di più ;di contare fino a dieci di fronte ai soprusi; se si è donne, di essere amiche degli uomini e viceversa, per imparare a conoscere l'altra metà della mela; di non lasciare lettere nel cassetto, nè messaggi non inviati nel cellulare; di non vergognarsi di amare, senza limiti di razza, età o ceto sociale; di avere intorno i bambini, che scatenano il sorriso anche quando davvero non si ha voglia di farlo;

Ma soprattutto di riuscire a tutelare il nostro cuore, che è la cosa più preziosa che abbiamo, e ci servirà per riuscire ancora a gioire delle piccole cose.

Tutto questo è difficile, da vedere e da vivere, come l'Aurora.
La luce dell'Aurora è per pochi eletti...e lì...tra il sonno e la veglia, dove risiedono i sogni... noi vi auguriamo di essere sempre.

Buon 2007

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- La seconda gara all'Arci di Voltri -
Poker d'Assi per la Isla Latina .

Articolo di Paola Marazzi




Ancora un bell'appuntamento per la seconda gara di ballo organizzata dall'Arci di Voltri, un gruppetto di amici con la passione per il ballo che da anni ormai propongono la salsa in una felice versione tutta pomeridiana.
Anche quest'anno, come per la passata edizione, la gara di ballo ha visto la presenza di alcune scuole liguri, tra cui la nostra.
In consolle Dj Daniel con la sua bella musica e presentatrice d'eccezione Dj Susy, una cara amica sempre ineffabile nella sua professionalità
In giuria sette giudici tra i quali Paola Marazzi, Simona Massone, Marco Loru, Fabio della scuola di Max e Fra e altri maestri delle varie scuole caraibiche.
La grande affluenza di pubblico e tifoserie varie hanno reso il pomeriggio latino particolarmente vivace e ben presto le coppie si sono cimentate in passi, figure e stili diversi sotto l'occhio attento dei giudici , che all'unanimità hanno premiato nella categoria principianti tre coppie di bravissimi neo salseri.
La categoria avanzati ha visto scendere in pista anche le 5 coppie della Isla Latina così formate :

Carola e Daniele
Lorena e Luca
Michela e Thomas
Eleonora e Luca
Sabrina e Gabriele
Scila e Gino

A suon di pasitos e vuelte vorticose, in un clima goliardico e divertente ma al tempo stesso rispettoso della gara, le varie coppie hanno gareggiato tra loro conducendo i giudici al verdetto , e con nostra grande soddisfazione, i primi tre posti sono stati assegnati alle nostre coppie , in particolare :

Carola e Daniele - primi
Lorena e Luca - secondi
Michela e Thomas - terzi

Il risultato ottenuto ci ha naturalmente resi felici; pur trattandosi di una gara che, per intenzione degli stessi organizzatori e per lo spirito nostro e di tutti i competitori vuole essere priva di ogni accanimento e di agguerrita competizione, ma solo un modo per misurarsi in modo sano, divertendosi insieme, il risultato gratifica comunque i nostri ragazzi che si sono impegnati con entusiasmo per migliorare sempre e per far fare bella figura alla loro maestra.

Da parte nostra, i complimenti agli organizzatori dell'Arci Latino per la simpatia, cortesia e semplicità con i quali sempre "firmano" i loro lavori, dando la possibilità a tutti di passare ore liete in un ambiente sereno e rilassato.
ALLA SEZIONE GALLERIA FOTOGRAFICA LE IMMAGINI DELLA GARA.
complimenti ragazzi!!

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- Cento salseri genovesi all'assalto del MITHO di Torino -
Ovvero la quarta trasferta salsera della Isla Latina .

Articolo di Paola Marazzi




La parola d'ordine è... brindare!
Quando abbiamo cominciato , primi in assoluto, l'avventura delle trasferte,mai avremmo pensato di riscuotere tanto successo.
Le passate edizioni ci hanno visto girovagare per il Nord Italia con sempre più seguito, man mano che si spargeva la voce di questa bella iniziativa, che consente, con una spesa davvero minima, di uscire dal quotidiano , e per un sabato sera tuffarsi in una dimensione purtroppo abbastanza lontana dalla nostra.
Del nostro primo viaggio al Mitho di Torino si è parlato tantissimo.
L'entusiasmo dei partecipanti alla prima trasferta era passato di bocca in bocca, creando nuove richieste e grandi aspettative su questo nostro quarto viaggio, con il quale noi desideravamo davvero tornare a vedere se là, il sabato sera è sempre così entusiasmante o se si fosse trattato di un fatto isolato.
Grandi aspettative, dunque, e di conseguenza grandi ansie per tutto lo staff della isla latina,che questa volta si è trovato a gestire ben DUE PULLMANN.
Risultato da record, oltre 100 persone in viaggio per Torino sotto un'unica bandiera: la voglia di divertirsi.
La gestione di così tante persone non è stata facile,davvero, ma sapevamo che ciò che ci aspettava , varcata la soglia del locale, ci avrebbe ripagato di tutte le fatiche .
Per questo, staff e partecipanti hanno dato il proprio contributo affinchè tutto funzionasse a dovere... fin troppo!
La maggior parte delle persone si è presentata all'appuntamento con trenta minuti di anticipo... nemmeno avessero paura di non partire!!

Il viaggio in pullmann è stato allegro come sempre; bischerate varie, canti da osteria e quant'altro il genere umano riesca in queste occasioni a partorire, hanno coinvolto tutti, rendendo l'atmosfera sicuramente gradevole.

Il momento di crisi, che sempre c'è, in un viaggio, nel nostro caso si è manifestato alla fatidica sosta in autogrill. Tutti affamati , a causa dell'orario di partenza, che non aveva consentito quasi a nessuno di cenare, i nostri salseri aspettavano avidamente la fermata in autogrill per potersi rifocillare a dovere.

Neanche a farlo apposta, le aree di servizio quella sera sembravano tutte in sciopero; per ben due volte siamo entrati coi pullmann nelle apposite aree, ed entrambe le volte siamo subito ripartiti di fronte alla desolante visione delle luci spente e del deserto generale.
Poi, proprio quando ormai i trasfertisti avevano le allucinazioni da panino... ecco apparire nel buio della campagna di chissa dove, un autogrill tutto illuminato.... splendida visione!

Nemmeno il tempo di fermarsi e i salseri avevano già invaso l'autogrill, soldi alla mano e sciabola tra i denti per prepararsi alla coda.

Se il momento catartico non mi avesse indotto grande rispetto per la fame dei nostri trasfertisti, all'entrata dell 'autogrill, giuro, avrei fatto risalire tutti alla volta della successiva area di servizio.
All'entrata del bar, infatti, nessuno di noi si è accorto che tutto il personale dell'autogrill era impersonificato da un solo, unico, miserando barista che per sua sventura si trovava ad essere di servizio in quel momento.

Provate ad immaginare di lavorare in un piccolo autogrill di campagna, con il vostro tra tran del sabato sera; due caffè, qualche panino, una bibita e un sacchetto di patatine, grazie.
Tutto liscio in attesa di andarsene a nanna.
Ma ecco , all'improvviso, la porta cedere sotto il passo incalzante di un'orda di non meglio identificati trasfertisti !! Nemmeno buonasera, gli hanno detto!!
"Capri, Capri; Fattoria, Fattoria; Rustichello, rustichello!!!.
Il povero barista è sbiancato in volto, ha avuto un momentaneo cedimento di nervi e poi, raccomandandosi al Santo di turno, ha cominciato a servire tutti, sdoppiandosi qua e là alla velocità della luce, come in preda a qualche pozione stile superman.

Pover'uomo, mi ha fatto una gran pena.

Rifocillati per benino, abbiamo quindi lasciato l'autogrill, completamente vuoto e con un barista sui sessanta in preda alle convulsioni, e ce se siamo beatamente ripartiti alla volta della nostra meta.

Arrivati a destinazione, abbiamo concordato con i proprietario (Walter, che salutiamo di cuore), di far entrare i nostri trasfertisti dall'entrata di servizio, in modo da non fare code inutili.
Mi devo ricordare di usare questo stratagemma anche la prossima volta, perchè è stato impagabile vedere le espressioni dei nostri compagni di viaggio mentre passavano da una misera porticina .... alla VASTITA' DELL 'INTERNO!!
Indescrivibile come sempre, il locale ha strabiliato tutti per la sua grandezza, per il numero impressionante di gente che ballava in pista, per la sua mega -organizzazione che investe tutto, dalla musica all'animazione, dai vari bar sparsi qua e là al servizio.
Se alla prima trasferta ci eravamo deliziati a vedere le espressioni strabiliate dei nostri trasfertisti, in questa occasione ce la siamo goduta alla grande nel vedere persino i più scettici, non riuscire a non rimanere imbambolati davanti a tutto questo ben di Dio, con i "veterani " delle precedenti trasferte che gongolavano come matti sussurandogli all'orecchio " te l'avevo detto, te l'avevo detto"...

In effetti, è stato praticamente impossibile trovare anche solo un piccolo neo alla situazione: il Dj del Mitho ha spaziato tra i vari generi musicali, soddisfando i desideri di tutti;
in pista si notavano numerosi ballerini e ballerine di livello, affiancati da coppie decisamente brave, testimoni delle grandi scuole presenti sul territorio; ma non mancavano i salseri alle prime armi, o quelli un po' più scafati... insomma un gran cuore pulsante in cui ognuno ha trovato la sua dimensione.

I nostri personaggi storici ci hanno ovviamente divertito e hanno reso tutto più simpatico.

Il buon Giovanni, testimonial storico delle trasferte della isla latina, ha sfoderato la sua verve tanto sul pullmann quanto in pista; il bel Vince, per tenere alto il nome dei figoni, ha ammaliato diverse ballerine sparse per il locale; il grandissimo Enzo, che sta diventando sempre più elemento importante della Isla,ha sbaragliato tutti in pista in un magnifico passo a due con la bella Fra; l'amico Massimo ha ballato talmente tanto che dopo, avremmo dovuto stenderlo per farlo asciugare.. e come non parlare delle mitica Roberta Gallo che, oltre a dimostrarsi sempre una gran persona dal punto di vista umano, ha la dote di scatenarsi a molla non appena mette piede dentro la pista... una forza della natura!

E poi, tutti gli allievi, gli amici, le persone che si sono aggregate su indicazioni di altri, tutti si sono divertiti e sono usciti dal locale con un sorriso beato e distrutto stampato in volto.

Io, presa da tutti i dettagli organizzativi, ho ballato poco e niente, ma devo dire di essermi davvero divertita nel vedere, dall'alto della nostra postazione, i cento salseri genovesi ballare scatenati in ogni dove; l'occhio non bastava a racchiuderli tutti, in mezzo a quel mare di musica.....
Come di consueto la "FEBBRE DA MITHO" era alle stelle e aveva contagiato tutti, difficile descrivere la goliardia generale...

Per il rientro, avevo dato appuntamento ai tavoli alle 03.45 ... povera illusa !

. Ben presto mi sono resa conto che non sarei riuscita a scardinare la gente dalla pista nemmeno con la fiamma ossidrica, e onestamente non ho avuto il cuore di interrompere quel momento di festa che tutti avrebbero voluto interminabile......
Alla fine siamo riusciti, con grande sforzo , a riunirli tutti solo un quarto d'ora prima della chiusura del Mitho.con qualcuno che continuava a scappare qua e là , tipo Josè, che all'ultimo reggaeton si è fiondato in pista tutto contento (!), o il caro Armando che sperava di non essere trovato e rimanere lì vita natural durante.

Avrei volentieri detto due parole di ringraziamento al microfono dei pullmann, ma non mi è stato possibile perchè i nostri esausti salseri, appena toccato il sedile, sono sprofondati in un sonno profondo, beati come bambini dopo un pomeriggio al Luna Park.

Colgo quindi ora l'occasione per ringraziare tutti coloro che sono intervenuti a questa quarta trasferta, portando , più o meno inconsapevolmente, qualcosa di sè agli altri.

Un abbraccio a tutti i miei allievi che aderiscono con sempre maggior entusiasmo alle iniziative che proponiamo: grazie al mio gruppo allievi del Mercoledì e del Giovedi, a Paolino (Biancaneve), di una simpatia incontenibile; al mio vice - tutor Enrico, persona insostituibile che sicuramente diventerà qualcuno all'interno del gruppo; Grazie al gruppo del martedì, Flavia, Fabio, Alessia, La Fra (babba natala, è lei, è lei!!) e il suo gruppo, e tutti gli altri. Grazie agli allievi dei nostri insegnanti, Silvia, Sergio e Daniele,
Grazie a tutti i miei animatori Silvia, Ilaria,Ele, Enzo, Gino, Luca e allo sforzo che ognuno di loro ha fatto per la buona riuscita dell'evento.
Grazie agli insegnanti che lavorano per me, in particolare un bacio a Sergio Astuti, che mi ha supportato dalla partenza all'arrivo e con il quale ci siamo fatti delle grandissime risate .
Grazie agli amici di contatto latino, che sono venuti a provare questa esperienza e che speriamo tornino presto.
Grazie a Roberta Gallo, la sua presenza mi scatena il sorriso.

Grazie a Pasquale, il nostro accanito fotografo, una persona dal cuore pulito e dallo scatto veloce!

Grazie alla piccola grande Scila, che come sempre sta al mio fianco, e per me e per la Isla vince la sua innata timidezza nel desiderio di aiutarmi, ed è diventata insostituibile.

E per ultimo, ma tutt'altro che ultimo, grazie a Daniele Muscarella, Dany, che non ha potuto essere con noi, ma che comunque per me c'era, e ha dato anche da lontano il suo contributo e pensiero.

Tutte queste persone hanno contribuito a fare della serata un grande successo, e per questo, e per la loro presenza, grazie.

le foto della serata NELLA FOTOGALLERY
Arrivederci alla prossima trasferta!!

Paola

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- Notte di Note al Nada Mas

 per il compleanno di Paola e Dany .
Articolo di Paola Marazzi




"Notte di Note ..." cantava una celebre canzone di C. Baglioni.
E grandissima Notte di Note è stata quella di Giovedi 19 Aprile al Nada Mas, in occasione del compleanno di Paola e Dany di La Isla Latina.  



Noi della Isla abbiamo una regola: COL CUORE, sempre.
Un po'anacronistico, forse fuori moda, in un mondo come quello delle serate e del ballo dove, in mezzo a sorrisi e strette di mano, spesso serpeggiano sentimenti tutt'altro che nobili.
Eppure, nonostante le regole del gioco siano quelle, a noi piace condurre la nostra barca tra lidi sereni; e anche quando il mare è in tempesta, riuscire a passare indenni tra i marosi, accompagnati da una brezza tiepida e leggera , le onde improvvisamente calme al nostro passaggio, forti dell'affetto che ci unisce e che ci fa superare tanti ostacoli.

Per questo, nel tempo, ci attorniamo di persone che la pensano come noi, di amici che hanno voglia di lavorare per costruire qualcosa, di persone che desiderano farsi scoprire ed apprezzare per quello che sono.
Paola e Dany sono nati lo stesso giorno. Un segno? Chissà. Sicuramente una vicinanza, di cuore, personalità e carattere, che ha permesso ad entrambi di camminare sempre vicini, Maestra ed Allievo, Amica ed Amico, lavorando gomito a gomito, piangendo e ridendo assieme a seconda della sorte del momento.
Festeggiare il compleanno assieme è stato istintivo, ed istintiva  è stata la risposta di tanta, tantissima gente che Giovedi 19 Aprile ha stipato il Nada Mas, chi per portare un saluto, chi per un augurio, chi solamente per esserci.

Quando molte persone si riuniscono nello stesso posto con il solo desiderio di stare bene, e con il cuore pulito,  può scanturirne  solo una grandissima, esplosiva energia.
E quando ognuno dà qualcosa di se , al di là del proprio ruolo, per il piacere di farlo, il risultato va ben oltre le aspettative.
Ci sono molti modi di fare le cose. Ognuno, quella notte, l'ha fatto al meglio.
Il gruppo dal vivo, Los Luis, capitanati dal mitico Tony, amico di Paola dagli albori della salsa a Genova, ha fatto provare agli amici salseri, a chi se l'è dimenticato, agli allievi, a chi muove i primi passi e a chi ormai balla come un professionista consumato, cosa vuol dire ballare con la musica dal vivo.

Magnifico.
E l'ha  fatto con amore, con simpatia, con affetto, per celebrare la musica che è la loro vita e per celebrare l'amica con la quale si è percorsa tanta strada assieme, e che compiva gli anni.
Tutti gli allievi si sono radunati in gruppi e hanno organizzato sorprese, regali , pensieri e parole.
Scila, amica, compagna di giochi e sventure, si è assunta il ruolo di coordinatrice e ha diretto tutto, con insuperabile maestria.
Ricky e Selma, del Nada Mas, hanno preparato una torta da far invidia alle migliori convention. Era talmente grossa che sembrava un TIR. Ho pensato : " Per mangiarla ci vorrà un esercito! " . Invece, la bontà delle creme è passata letteralmente di bocca in bocca, ed in breve del grande Tir non sono restati che i  fanalini. Nemmeno le cavallette !!

 

Il  buon Dj Felix, assolutamente estasiato dalla musica dei Los Luis, se ne stava alla consolle con la bocca aperta e il sorriso estatico, e continuava a ripetere : " Ma come suonano, ' sti ragazzi! " .

Naturalmente poi è toccato anche a lui  dare il meglio di sè, e l'ha fatto, alternandosi 

col gruppo in un crescendo di grande musica. La pista sempre piena incitava entrambi a dare sempre di più....
In tutto, ma proprio in tutto, c'era un ingrediente che rende sempre le cose più belle: l'affetto.

All'entrata del locale, sono stata letteralmente investita dall 'energia emanata dalla gente che era lì, , ad aspettarci.
E mentre io, felicemente stordita da questa accoglienza sabrosa,cercavo di raggiungere la cabina DJ, i miei occhi hanno scattato una delle istantanee che sicuramente rimarranno impresse nella memoria:
Una grande scritta "BUON COMPLEANNO " troneggiava in alto e proprio sotto di essa, l'amico Tony era già in completo rapimento mistico mentre , tutt'uno con la musica, "tocava" le  sue CONGAS; Josè , dall'altro lato, alla voce e chitarra; e la gente in pista ballava, ballava, stupita in viso ed emozionata nel cuore.

 

Indimenticabile.

 

Daniele, l'altro festeggiato,  anche lui sommerso dalla magia di questa notte davvero latina, aveva un'espressione da bimbo la sera di Natale.....

E poi tutti i ragazzi del gruppo. Mitici come sempre. Diretti dalla grande Scila, trasformata in  guerriera per organizzare dietro le quinte, i ragazzi dell'animazione e i miei allievi storici mi hanno preparato una festa dentro la festa, un momento di grande intimità pur in mezzo alla folla, e per questo le parole non sono sufficienti.

 

E poi la gente ... "Che bella la musica dal vivo,sembra di essere a Cuba!" .... "Auguri Paola!".... "Tieni, questo è un pensiero per te..." ... "Molla la borsa e balliamo!!... E poi tanti , tantissimi  occhi che danzavano tra la folla per cercarsi, salutarsi, sorridere.
Bello, davvero bello. Un'atmosfera incredibile.


C'erano tutti, ma proprio tutti. Organizzatori, amici, parenti, allievi, gente latina dal levante, dal ponente, Leader di grandi gruppi come Rocco e Nico; tutti per un attimo hanno svestito i propri panni e sono rimasti solo come compagni di salsa e
amici.
Ho rivisto gente che non va più a ballare da anni, che era lì solo per fare gli auguri.
C'è stato chi è arrivato con l'idea di fare un saluto veloce, ed è rimasto sino alla chiusura, perchè ha ritrovato, parole loro, il vero ambiente della salsa, non quello delle esibizioni in pista, ma quello della socialità, dello stare assieme, di fare gruppo.

 

Questi sono i momenti che ti ripagano di tutto. 

Della fatica che si fa ad organizzare serate, della frustrazione che provi nello stare dietro le quinte quando l'unica cosa che vorresti fare è ballare, della cattiveria gratuita

di alcuni che anzichè fare il loro meglio pensano a demolire il tuo, della passione che ci si mette per accontentare tutti , compito quando mai arduo e temerario. 

 

Questi momenti ripagano di tutto, dissetano, ritemprano, e donano  nuova energia

per il domani.

 

E come in una Notte di Note che si rispetti, magica sino alla fine, se chiudo gli occhi per un istante , ogni ricordo di questa serata diventa un piccolo fuoco d'artificio.

 

DAL CUORE... grazie.


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- "Senores y Senoras, mi nombre es ... Fernando Sosa!"

 Qualche istante coi Tropical Gem .
Articolo di Paola Marazzi




Era il 1998, il Cafè Latino si chiamava allora VICTOR ed era l'unico grande Tempio della Musica a Genova, all'epoca diretto, coccolato ed amato dall'insuperabile Rocco Mariani, e la sottoscritta muoveva i suoi primi passi nell'ambiente salsero, all'alba del caraibico genovese, accompagnata da quella musica che oggi si definisce "classica, vieja, brava, dura", per noi pionieri del Latino semplicemente la NOSTRA salsa,quella in cui la facevano da padroni Hector Lavoe,Ruben Blades, Marc Anthony,La India, Victor Manuelle, ma anche Tito Puente, Rey Ruiz, Celia Cruz, el Gran Combo insomma tutti i veri grandi artisti che hanno scritto la parola SALSA nella storia.

In serata c'era un gruppo di animazione che , sotto il nome di "Otra Idea", mostrava a tutti noi affamati di stili e movenze, cosa significava avere il sangue ballerino, e a tutte le donne presenti faceva battere il cuore all'impazzata.

Capitano del gruppo un ballerino cubano che con il suo fisico scultoreo, classe, eleganza e regalità, da solo occupava tutta la visuale possibile.
Questo signore portava il nome di Alberto Valdes.
I suoi due compagni di gruppo, grinta incredibile e talento da vendere, erano Fernando Sosa e Rafael Gonzales.

Hai detto niente!
Mi sono sempre ritenuta fortunata di aver vissuto quegli anni , anni in cui si sono formati tutti i più grandi sino a divenire gli ambasciatori di questa magnifica passione nel mondo.

E infatti , da quell'epoca povera di soldi ma feconda di arte, ognuno ha preso la sua strada, per alcuni estremamente fuggevole, per altri costellata di successi, ma sempre segnata dall'impulso vitale di ballare, divulgare, coinvolgere.

E mentre noi, nella nostra piccola amata Genova, facevamo il nostro perchè ciò avvenisse, il gruppo " Otra idea" andava in giro per il mondo, crescendo sempre più... il nome Valdes era ormai diventato sinonimo di salsa ed il bel Fernando cresceva tecnicamente , i loro spettacoli mischiavano diversi stili, introducendo una novità assoluta: jazz, hip hop, afro, rumba, il tutto in un'unica fusione con la salsa.
Da lontano seguivamo i loro progressi e nel 2000 girò la notizia che Sosa aveva formato una compagnia di ballo composto da uomini e donne, con la quale pareva facesse cose spttacolari: I Tropical Gem.
Nel giugno dello stesso anno, con questo nuovo gruppo , debuttò al congresso Mondiale della salsa di Milano. Poi, Buenos Aires, Madrid, Valencia, Barcellona, Los Angeles, New York, Puerto Rico, Svezia, Portogallo, Atene, Berlino, Amburgo, Londra e Sidney. Un successo dopo l'altro,tutti pazzi per questi Tropical Gem che univano assieme grinta,spettacolarità, forza, tecnica e determinazione.

A tal punto da far venire a Sosa, l'idea di creare Il SOSA STYLE.
Ambiziosissimo, pazzesco... e riuscito. Nel 2001 nascono i Sosa Style Dancers, una nuova compagnia di ballo composta da ballerini professionisti di cui Fernando è direttore e coreografo. Nel dicembre 2002 crea la sua 3° compagnia di ballo composta da sole donne, che prende il nome di Tn Tumbao. Nell’aprile 2004 Fernando Sosa e la sua ballerina Alyra Lennox si ripropongono alla gara mondiale di salsa “Salsa Open”, questa volta tenuta a Milano. Ottengono il primo posto, diventando quindi Campioni Mondiali 2004.

Oggi la scuola di Fernando Sosa conta 1000 mille allievi, e scusate se è poco.

Tutto questo, saputo e visto dalle pagine delle riviste, dai portali di salsa, dalla partecipazione a qualche congresso. Ma qui, da noi, a Genova, mancava da tempo.
A colmare questa lacuna ci ha pensato come sempre Rocco Mariani, ed ecco arrivare i Tropical Gem al Caribe. Quella sera, il locale era stracolmo di gente, i visi rivolti all'ingresso nella speranza di vederlo entrare ; signore e signorine che si aggiustavano il trucco perchè, diciamolo, Fernando è anche un gran bell'uomo, e non guasta.
Non si sa mai che ci scappi un balletto... Poi, è arrivato, accompagnato da Alyra, algida bellezza che nel ballo si incendia di passione, e in un attimo è stato il parapiglia. Chi spinge di qua, chi tirà di là, un delirio.

Lui, tranquillo, si è fatto un ballettino soft per scaldarsi, talmente discreto che alcuni maestri, venuti da ogni dove per assistere allo spettacolo, non se ne sono nemmeno accorti, e poveri loro, continuavano ad "esibirsi" in pista a mezzo metro da lui, chiedendosi ignari e sbigottiti come mai la gente non li guardasse. E beh.

Particolarmente intenso, ai limiti del drammatico, il momento prima dello spettacolo.
Mai vista una roba del genere. La gente, me compresa, non voleva saperne di schiodarsi dalla pista, nella speranza di essere in prima fila al momento dell'inizio. 

Ci sono voluti dieci minuti buoni perchè tutti, coltello in mezzo ai denti, pronti a mangiarsi vivo il primo che passava avanti, ci decidessimo ad indietreggiare quel tanto che bastava a fare ballare i Tropical.

Risultato: I poveri cristi hanno ballato in uno spazio grande quanto un coriandolo,e solamente per quello meriterebbero una medaglia. 

Comunque finalmente arriva al momento tanto atteso e ... che dire?
Parlare di un loro spettacolo è superfluo e ridondante. C'è tutto quello che ci deve essere, più un qualcosa che pochi hanno, il carisma.

Gran belle esibizioni, tutte e due, particolarmente la seconda, che ci ha stregato tutti.
Su entrambe, nonostante la bravura indiscussa degli altri ballerini, troneggia lui, Fernando, il suo sguardo, la sua personalità.

Poi, nel dopo show, è arrivato il lato umano, quello che a me piace osservare più ancora che la tecnica. Mi è sembrato simpatico con tutti, per niente divo, un po' stressato forse, ma molto alla mano.
D'altronde, come si fa a non esser stressati quando una marea di donne ti squittiscono vicino? Noi femmine siamo allucinanti.
Critichiamo gli atteggiamenti da oca, ma quando ci troviamo davanti uno come Sosa, diventiamo una manica di cretine seduta stante. Infatti, ho passato mezza serata ad acchiappare le mie allieve che sgambettavano qua e là , risolini furbetti e sguardi languidi, per fare la foto con lui.


Dovete sapere che a lezione metto spesso DESCARGA TROPICAL, e nell'introduzione dove Sosa dice... "senores y senoras... mi nombre es... ecc ecc", con le altre sciamanate delle mie allieve ci divertiamo a scimmiottare la sua grinta, in maniera benevola, naturalmente. 

Ma un conto è farlo a lezione; un conto farlo con lui a mezzo metro di distanza. Niente, il basilare concetto alle mie allieve era sfuggito.

 

 Poi, mentre mi sembrava di avere ormai la situazione sotto controllo, e mi stavo rilassando, ecco arrivare il fido Pasquale, l'uomo fotografo, di cui non avevo , cretina, tenuto conto, che mi afferra per un braccio e , macchina fotografica alla mano, mi trascina dall'altra parte della pista, dove sedeva uno stanco ed esaurito Fernando Sosa.

 

 Inorridita da ciò che (avevo intuito), stava per chiedergli, ho provato, giuro, a scappare. Niente da fare. Pasquale ha colpito. 

E vai di servizio fotografico con Fernando, che in un battibaleno si è trovato,poveraccio, dopo di me,tutte le mie allieve, tutti i miei allievi, quelli che passavano di li e tra un po'il vicino di casa di Rocco. 

 

Infine, il destino si è accanito in modo inaspettato.

 Mentre farfugliavo a Sosa, cercando barbaramente di spiegargli il perchè di tanta scemenza da parte delle miei allieve, il DJ non sceglie proprio quel momento per mettere "DESCARGA TROPICAL" ???? 

 

La situazione è precipitata! Le mie allieve erano già pronte in formazione per eseguire lo show ...a quel punto, mi sono arresa, e come un comandante non abbandona la nave che affonda, mi sono unita al gruppo, producendo così una delle nostre migliori imitazioni Fernandiane.

 Il tutto, con lui che ci guardava sbigottito e non sapeva se mettersi a ridere o piangere.

 

 Dopo anni di carriera, sono soddisfazioni.

 

 Penserete mica che sia finita lì. eh? Nooooooo.

 

 Siorre e Siorri parte la musica e arriva l'altro belloccio Tropical, Mr Davide Fazio, che pensa bene di prendermi a ballare, e con tutto lo spazio che c'è noi dove balliamo?

 

 Sotto l'occhio attento di Fernando , a cinque centimetri dalla sua faccia. Ma che bello. Opportuno, soprattutto.

 Mi stavo appena riprendendo dal colpo, quando come in un film al rallentatore vedo Sosa alzarsi e venire verso di noi. 

"Vorrà dire a Fazio che si è dimenticato lo spazzolino da denti a Milano?" Mi chiedo incuriosita.

 

 Macchè.  Sosa arriva, spinge bonariamente da parte Fazio, e mi prende a ballare. 

 

La mia faccia si è immediatamente trasformata in una maschera di terrore e mentre pensavo "Oddio Oddio, Oddio" (altro in quel momento la mia mente bacata non produceva ), lui stava già facendomi volteggiare qua e là, mentre io, notoriamente conosciuta per la mia gestualità , diventavo all'istante un blocco di cemento armato che nemmeno le cannonate avrebbe distrutto. 

 

Questo sino al finale, con relativo accento e faccia di Sosa spiaccicata sulla mia come nelle migliori tradizioni salsere. 

 

Da infarto. 

 

Grazie, sorrisone a 78 denti e se ne va. 

 

Svanita la demenza, mi è rimasta una consapevolezza: Sosa mi fatto ballare con una grazia ed una delicatezza rari, molto lontana dal suo modo di esprimersi in SHOW.

 Di questo gli sono grata, perchè tanta delicatezza è sconosciuta a  certi altri "ballerini" che se ne strafregano del tuo stile,o della tua personalità, e ti sbattono a pelle d'orso a destra e a manca sinchè non fai quello che dicono loro, come vogliono loro. 

Che tu ti stia divertendo o meno, è superfluo. 

 

Paradossalmente lui, che rappresenta forza e grinta agli occhi di tutti, ha ballato per ballare, con semplicità, cortesia e delicatezza. 

Così come ha fatto poi, con un'altra ragazza, con la quale ha danzato "Que precio tiene il cielo", praticamente sulla mattonella.

 

 Perchè come tutti i grandi, in pista non ha bisogno di dimostrare niente.

Ciò che è capace di fare , lo mostra sul palco.

 

In pista , forse, balla per se stesso.

E forse, mentre balla, sentendosi gli occhi della gente comunque e sempre su di lui,

pensa :

 

 " Si te gusta bien...

 Y si no tambien. " 

 

 

Paola Marazzi

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- "Sole e Salsa all'Elba "

 - Una fantastica parentesi vacanziera!
Articolo di Paola Marazzi




SOLE E SALSA ALL'ELBA Incredibile ma vero, a volte capitano le botte di fortuna.
Il tempo è stato davvero benevolo con noi, regalandoci, per questa nuova edizione della vacanza stage, tenutasi all'Elba, quattro giorni di sole cocente e cielo terso.

Il resto, lo hanno fatto la simpatia e la voglia di star bene dei partecipanti, la professionalità degli insegnanti intervenuti per gli stages e le note caraibiche che sempre hanno accompagnato questo lungo week end.

Stanchi e stressati dopo un lungo inverno, che ha lasciato ben poco spazioal divertimento, per impegni lavorativi di tutti, circa 80 persone radunate dalle scuole ISLA LATINA, LEVANTE LATINO E PASION SALSERA, si sono ritrovate a Nisporto, un piccolissimo paesino dell'Isola d'Elba, dove pace e tranquillità regnano sovrane, situate nello stesso tempo a poca distanza da tutti i grandi centri turistici e dalle bellissime, invidiatissimi spiagge di sabbia bianca. Il viaggio in nave, già di per sè un incanto. Per me e la fidata Scila, partite subito dopo la serata al Nada Mas, viaggiare di notte e ritrovarsi all'alba sul traghetto, brezza mattutina sul viso, salutate dai gabbiani, in un tragitto quanto mai piacevole nonostante la stanchezza, tra isole ed isolette poco distanti dalla costa, ci ha rimesso in pace col mondo.

Scese a Porto Ferraio, il viaggio in macchina per arrivare alla meta, è stato poi qualcosa di unico.
Per me, che non avevo mai visto l'Elba, una sopresa continua. Impossibile descrivere il paesaggio che da queste stradine è possibile ammirare. Ovunque enormi cespugli di ginestre in fiore , mischiate ad una quantità immensa di papaveri, incorniciavano i mille colori del mare che da ogni dove si intravedeva.

E mentre io, braccio fuori dal finestrino, lanciavo gridolini estasiati ad ogni curva, alla povera Scila non restava altro che sopportarmi stoicamente, anche se più volte deve aver pensato che sarebbe stato meglio buttarsi giù dalla macchina in corsa piuttosto che ascoltare l'ennesimo : "Che bello!".

E mentre piano piano anche i nostri compagni arrivavano a destinazione, noi eravamo già ufficialmente "in vacanza".

Gli stages, coloratissimi e molto seguiti nonostante il caldo afoso, hanno davvero spaziato, questa volta; dalla salsa spettacolo alla bachatango, dalla gestualità femminile al merengue, tutti noi insegnanti abbiamo dato il massimo perchè questa parentesi di svago fosse anche motivo di studio per la conoscenza di cose nuove.

E i ragazzi si sono divertiti, tanto agli stages quanto alle serate latine organizzate nel locale della struttura, che hanno dato la possibilità ai vari gruppi di mescolarsi tra loro in un clima di goliardica allegria.

Gli amici di Levante Latino hanno come sempre devastato i sonni di tutti con i loro proverbiali festini notturni, questa volta arricchiti anche da improvvisate composizioni floreali, oltre che dagli immutabili cibi e bevande sempre presenti.

Un sentito ringraziamento a Stefano Rubini, caporione di Levante Latino,che ha pensato bene di distruggere anni di comprovata professionalità obbligando gli insegnanti a partecipare ad un'orrenda animazione sulle note della altrettanto orrenda "LA PARANZA" cosa che denuncio pubblicamente nella speranza che il buon Stefano abbia migliori idee la prossima volta...

Ciliegina sulla torta, invece, è stata la cena caraibica in riva al mare organizzata per la serata di Sabato.
Il locale, con la sua bella terrazza sul mare, ci ha consentito di cenare caraibico con gli occhi persi in un magnifico tramonto, e questo, per i cuori sensibili, non è certo poco.

La serata è poi proseguita al Morumbi, locale salsero di Porto Azzurro, dove il gruppo di vacanzieri ha potuto proseguire la full immersion caraibica con altre ore di ballo, casomai quelle diurne non fossero bastate.

I giorni sono trascrosi velocemente, troppo. Ma siamo riusciti a ritagliarci dei momenti unici.
Come la splendida giornata alla sipaggia di Fetovaia, vicino Cavoli, mare caraibico e sabbia immacolata...
E quella altrettando bella della Domenica, vicino a La Biadola.

I ragazzi della Isla, come sempre, unici.
Il gruppo del Giovedi in particolar modo. Cari, simpatici, e sempre gentili con la loro maestra.

Un ringraziamento a Veronica, Fabri, Flavia, Enrico, Matteo, Barbara e Daniela; un abbraccio al simpatico Eugenio e naturalmente un pensiero d'affetto per Stefano Rubini e tutti i suoi ragazzi, e per Fabio e Giovanna, brave e care persone con i quali andare d'accordo nasce spontaneo.

Che dirvi ancora?
Il dispiacere di rientrare è stato forte. Lasciare una bella terra è sempre difficile.

Riprendiamo le nostre attività con un po' di magone, sicuri che comunque, presto arriverà un'altra occasione per stare tutti assieme in un contesto diverso e proprio per questo , ancora più affascinante.

Arrivederci alla prossima... y que la salsa viva... siempre! Paola Marazzi

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- "Buio in Sala "

 -L'emozionante Saggio di fine anno di Immagine Danza


Articolo di Paola Marazzi




Buio in sala.

La platea gremita, i visi nella penombra sembrano tante maschere impenetrabili

 per noi che, dietro le quinte, attendiamo l'inizio dello spettacolo.

 

Il via  pare non arrivare mai mentre i ballerini di tutte le età,nascosti dai tendoni del palco iniziano a battere i piedi  ritmicamente….

dapprima piano, poi sempre più forte sino a che il rumore diventa assordante;

il pubblico ascolta e risponde, mani e piedi come tamburi tribali che inneggiano all’attesa .

 

Tre, due , uno… ed ecco che il segnale di partenza corre di bocca in bocca tra gli addetti ai lavori, si diffonde ad incredibile velocità sul palco , raggiungendo in un attimo

cuore, anima e corpo dei danzatori in attesa.

 

….Si inizia!

 

Una pioggia di luci, suoni e colori investe gli occhi del pubblico, e già i primi brividi

risvegliano consuete  emozioni  mentre parte la sigla, il palcoscenico letteralmente invaso da tutti i giovani danzatori della scuola che si muovono all’unisono, un unico corpo diretto da un unico cuore.

 

Il cuore del Saggio di Immagine Danza, anno accademico 2006/2007.

 

In un istante viene spazzato via tutto. L’enorme fatica, la grande stanchezza, l’invincibile tensione dei mesi precedenti… tutto si spegne là, sostituito immediatamente da un senso di liberazione, di soddisfazione e di appartenenza che  sollevano da ogni peso.

 

Il mondo si divide in due: da una parte il pubblico che assiste al Saggio  e , completamente stregato dal livello qualitativo altissimo, per qualche ora chiude fuori le ansie, le preoccupazioni , volto solamente a godersi il tutto. Chi, estraneo al contesto,  viene invitato e pensa di sorbirsi il solito saggetto di fine anno, tanto tenero ma anche un po’ noioso, e sobbalza sulla sedia di fronte alla capacità tecnica dei ballerini .

 I genitori che vedono in quel momento la felice conclusione di un anno di lavoro, durante il quale hanno faticato e sofferto con i propri figli, ed orgogliosi si commuovono come fosse la prima volta.

 

Dall’altra, i ballerini, che uno dopo l’altro sfilano , a gruppi o singoli, interpretando la coreografia del momento. Sempre col sorriso, nonostante la stanchezza; la memoria ferrea  sui passi di tante discipline differenti, ad ognuna la giusta interpretazione, come consumati professionisti.

Il forte senso di responsabilità verso se stessi, per il faticoso anno passato ad apprendere, e verso i propri insegnanti, che non si vuole deludere, che anzi si desidera inorgoglire in una tenera manifestazione di affetto e di gratitudine.

Sui loro visi la gioia di essere lì, di ballare, di assaporare la luce dei riflettori, quei riflettori che spaventano tutti perché illuminano TE, proprio te, ma che in fondo maternamente aiutano , impedendo la visione della platea, favorendo la concentrazione.

 

In mezzo… tra un mondo e l’altro, nel limbo dello spettacolo …..noi, insegnanti, presentatori  ed addetti ai lavori, che come formiche impazzite corriamo qua e là, scaletta alla mano, preparando il proprio gruppo, truccando i ragazzi, aggiustando i vestiti, consolando chi piange, ridendo con chi gioisce, parlandoci con gli occhi, a volte gridando l’un l’altro  frasi sconnesse che capiamo solo noi… da linguaggio cifrato.

 

Noi, che passiamo tutto il saggio nel backstage, ed usciamo appena in tempo per vedere la nostra coreografia, e a volte nemmeno quella, o per fiondarci sotto il palco a segnalare il centro ai bambini, pronti a correre in aiuto in caso qualcosa vada storto, qualcuno vada nel pallone e si dimentichi il pezzo..

 

Un universo composto da tanti mondi, che nasce , vive e muore...

Tutto in un solo giorno , grazie alla collaborazione di ognuno, per un risultato di cui tutti si sentono artefici, e che forse, mai come quest’anno può definirsi così….. UNICO.

 

Ogni spettacolo di Immagine Danza è una festa per gli occhi e un vero e proprio Show al quale nessuno , dai  ballerini ormai veterani agli insegnanti più consumati, dai direttori artistici con decenni di esperienza  ai genitori degli allievi, dal curioso capitato per caso agli appassionati di danza che ormai seguono queste rappresentazioni da tempo , può uscire emotivamente indenne.

 

Il livello di tutti i ballerini, dai più piccini che già mostrano la stoffa dei futuri danzatori , a quelli più grandi e formati che prima o dopo spiccheranno il volo verso percorsi lavorativi importanti,  è talmente alto che da tempo le loro gesta li precedono e danno garanzia assoluta di qualità; 

La bellezza delle coreografie non ha paragoni. ; 

Se a questo si aggiunge lo staff insegnanti, che  racchiude una rosa di professionisti la cui serietà è indiscutibile  e  che fa di Immagine Danza  il primo punto di riferimento per la Danza a Genova, si capisce facilmente il successo che da anni la  scuola ha in un universo difficilissimo come quello della Danza, nel quale emerge solo chi è bravo davvero.

 

Ma tutto questo non sarebbe comunque sufficiente , se mancasse l’ingrediente principale, il motore di tutte le cose, il collante di tutte le diversità: il cuore.

 

Non è un mestiere che si possa fare senza il cuore, il nostro.

E’ lui che ti spinge ad andare avanti  nel momento più critico , quando sei talmente stanco che senti di non farcela, ed invece improvvisamente trovi l’energie giuste per portare a termine il tuo progetto.

 

E’ lui che dà ai bambini , ai ragazzi, agli adulti, la carica di ballare mettendocela tutta.

E’ lui che fa superare i limiti, che  spinge oltre l’ostacolo, che fa intravedere un sogno, colorare il disegno.

 

E’ quello che speriamo ci accompagni sempre, rendendoci in grado, ogni anno sempre di più, di proporre  spettacoli come quello appena realizzato.

 

E’ il cuore di tutti noi che batte all’unisono sul palco assieme ai nostri allievi, condividendo tutto, nel bene e nel male, e che ha reso possibile la realizzazione di questa fantastica , magica conclusione del nostro anno accademico 2006/2007 di Immagine Danza.

 

Anche quando lo spettacolo è finito e  si spengono le luci ,  la platea è deserta,  e l’improvviso silenzio sembra così assurdo , è sempre lui, il cuore, che ci riporta a casa, stanchi ma felici, ancora immersi in tutto ciò che abbiamo appena vissuto……

 

E fedele alla sua natura, che lo costringe  a battere sempre,  istintivamente corre col pensiero all’anno prossimo…

 

Ma per  quello,  ci sarà tempo. Ora è il momento di riposare.

 

Paola Marazzi

Danze Caraibiche

 

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